Nuovo Regolamento UE sui migranti: la commissione Affari Costituzionali approva, con voto bipartisan, la mia proposta di bocciare il testo

La commissione Affari Costituzionali della Camera ha approvato oggi la mia proposta di dare parere negativo sulla proposta di regolamento europeo in materia di regole sull’individuazione dello Stato competente a esaminare le domande di chi arriva in Italia e fa domanda di protezione internazionale.

La principale motivazione della bocciatura è la previsione del Regolamento che vorrebbe introdurre una sorta di esame preliminare dell’ammissibilità delle domande da parte del paese di primo ingresso, ancora prima che scatti la ricollocazione. E’ chiaro che una regola di questo tipo finirebbe per scaricare sui paesi di primo approdo, tra cui l’Italia per evidenti ragioni geografiche, un ulteriore onere burocratico del tutto inaccettabile. Per questo nel parere si richiede che questa disposizione venga eliminata.

In materia di ricollocazione dei migranti, il parere censura il fatto che sia stata fissata una soglia del 150% rispetto ai flussi precedenti, al di sopra della quale scatta automaticamente il meccanismo di redistribuzione. Ancora una volta, si finiscono per penalizzare i paesi come il nostro, che da anni affrontano flussi molto consistenti sopportando elevatissimi costi economici e sociali. Abbiamo quindi proposto di considerare, ai fini della ricollocazione, anche altri parametri come il tasso di disoccupazione, la complessiva pressione migratoria, le spese sostenute dallo Stato membro dal 2013 a oggi e la situazione delle finanze pubbliche del paese di riferimento.

Infine, il parere che ho proposto critica in modo netto la norma che permette ad uno stato membro di liberarsi dall’obbligo di partecipare al meccanismo di ricollocazione pagando 250.000 euro a richiedente asilo “non accolto”. Una misura del genere è concepibile solo dopo che lo Stato in questione ha accolto almeno una percentuale significativa (noi abbiamo proposto 75%) della quota ad esso spettante.

Il dato politicamente importante è che oggi si sono espressi a favore della mia relazione anche M5S, Lega Nord, Forza Italia e Sinistra Italiana. Finalmente un segnale di unità dei gruppi parlamentari su un tema così importante. Adesso il Governo potrà andare a trattare in Europa dicendo che questa non è la linea della maggioranza, ma di tutto il Parlamento italiano.