L’inammissibile “lodo Conte” sulla prescrizione

Il cosiddetto “lodo Conte” sulla prescrizione è una sconfitta per Bonafede, ma resta inaccettabile. Non elimina il rischio del fine processo mai, fa una distinzione tra assolti e condannati che è probabilmente incostituzionale, e invece di prevedere misure per accelerare i processi, considera giusta una durata dell’appello di due anni e mezzo (912 giorni), superiore alla media attuale (876 giorni), che è sei volte la media europea (143 giorni).

Ma esiste un punto procedurale fondamentale: se la maggioranza, come sembra, infilasse il “lodo” nel milleproroghe, sarebbe una forzatura incostituzionale.

La Corte Costituzionale (sentenza 22/2012) ha stabilito principi chiarissimi sui decreti milleproroghe, stabilendo che:

  • sebbene attengano ad ambiti materiali diversi ed eterogenei, devono obbedire alla ratio unitaria di intervenire con urgenza sulla scadenza di termini“;
  • Del tutto estranea a tali interventi è la disciplina “a regime” di materie o settori di materie, rispetto alle quali non può valere il medesimo presupposto della necessità temporale“;
  • in sede di conversione, sono possibili interventi sulle materie già oggetto del decreto, ma è illegittima “l’alterazione dell’omogeneità di fondo della normativa urgente, quale risulta dal testo originario, ove questo, a sua volta, possieda tale caratteristica“.

È evidente che la disciplina “a regime” della prescrizione non può essere infilata nel milleproroghe, e tanto meno  in un emendamento alla legge di conversione. Sono sicuro che il governo appiccicherà alla norma sostanziale una qualche proroga di termini (tipo un rinvio della norma Bonafede, o chissà cos’altro). Ma questo confermerà solo il tentativo di aggirare la Costituzione e i regolamenti parlamentari.

I presidenti di commissione incaricati di verificare domani l’ammissibilità (Brescia del M5S per la Commissione Affari Costituzionali e Borghi della Lega per la bilancio), dovrebbero cestinare l’emendamento. Probabilmente, invece, non si troverà un accordo tra i due e la questione sarà sottoposta al presidente della Camera Fico.

Vogliamo indovinare come andrà a finire?