Riforma banche credito cooperativo: decreto necessario per favorire aggregazione e rafforzare il sistema del credito

Il decreto, nonostante tutte le contestazioni, va nella direzione giusta, perché porta a un’aggregazione di un sistema, quello del credito cooperativo, che, contrariamente a tutto quello che si è detto, non è né solido, né sicuro, né è stato esente dai problemi che hanno affetto il resto del sistema bancario e che aveva bisogno di questo tipo di intervento, perché, in un periodo di crisi come questo, la possibilità di raccogliere capitale per le banche di credito cooperativo è sostanzialmente inesistente e, per intervenire sulle crisi, di quello c’era bisogno, esattamente come era corretto l’intervento sulle banche popolari dello scorso anno, come si è dimostrato, proprio per il fatto che alcune di queste banche hanno avuto dei problemi nel corso dell’anno.

Il video della dichiarazione di voto per il gruppo di Scelta Civica sulla questione di fiducia sul decreto banche di credito cooperativo

Quindi, Scelta Civica è stata favorevole al principio dell’intervento sulla cooperazione. Eravamo contrari ad alcune disposizioni, in particolare a quella sulla way out, che è stata giustamente corretta lasciando le risorse mutualistiche indivisibili alla loro destinazione e consentendo la way out in maniera non discriminatoria, com’era quella iniziale; per cui, siamo favorevoli all’intervento e pensiamo che il sistema bancario in generale né possa beneficiare.

Siamo anche favorevoli al resto del decreto: sia la garanzia per i crediti in sofferenza sia le disposizioni che dovrebbero facilitare l’intervento e l’ingresso dei fondi alternativi nel nostro mercato sono fondamentali, proprio per sbloccare la necessità di credito delle nostre aziende.

Due considerazioni, però: la garanzia sulle cartolarizzazioni è stata contestata dal MoVimento 5 Stelle dicendo che lo Stato ne deve stare fuori, ma è abbastanza assurdo detto da chi, poi, in altri contesti, dice che lo Stato deve nazionalizzare le banche. Allora bisogna cercare di arrivare a una posizione coerente: o si vogliono i soldi dei contribuenti per risolvere le crisi bancarie o non li si vogliono. Se si chiede la nazionalizzazione delle banche in crisi, non si può poi dire che una garanzia è un fatto assurdo e negativo. La garanzia in sé è positiva, quello che noi pensiamo, come Scelta Civica – avevamo presentato, su altro provvedimento, un ordine del giorno in questo senso, che il Governo non ha accolto – è che si debba continuare a discutere del tema bad bank, perché il meccanismo che è stato creato presenta delle criticità. È giusto introdurlo, ma sarebbe fondamentale prevedere e discutere con l’Unione europea di meccanismi più graduali per la dismissione delle sofferenze, perché il meccanismo per il quale la garanzia funziona solo su una cessione immediata può portare a dei problemi sul prezzo e quindi a delle difficoltà per le nostre banche. Crediamo che, in generale – questo andando su un quadro più ampio –, il tema della regolamentazione bancaria, della disciplina degli aiuti di Stato e del modo in cui la Banca centrale gestirà la regolazione delle nostre banche debba costituire uno degli elementi sui quale il Governo si dovrà concentrare nei prossimi mesi.

Infatti, ci sono alcuni aspetti, dal tema della ponderazione dei titoli di Stato sui bilanci delle banche alla regolamentazione delle fusioni bancarie, al modo in cui le banche saranno valutate in quella circostanza e la stessa applicazione delle regole del bailin, che possono e devono essere discussi ulteriormente nei prossimi mesi. Anche sui fondi alternativi, con le disposizioni che sono state inserite, che da qualcuno sono state criticate dicendo che così si fanno entrare gli speculatori, devo dire che così semplicemente si introducono fonti di finanziamento per le aziende che ci sono in altri Paesi e che da noi semmai rappresentano una quota troppo piccola del credito per le aziende. Bisogna favorirli; in questo senso alcune delle disposizioni del decreto sono troppo restrittive, perché si prevede un’organizzazione fatta secondo gli schemi dei fondi italiani, con criteri di gestione del rischio e della leva identici a quelli dei fondi italiani; in questo modo non si capisce quali e quanti di questi fondi stranieri potranno entrare sul mercato. È una verifica da effettuare, credo che su questo tema sarà probabilmente necessario tornare, perché le regole sono state fatte a maglie troppo strette.

Dicevo, quindi, con riguardo al più ampio tema della fiducia al Governo, che Scelta Civica voterà la fiducia. Noi pensiamo che il percorso di questi prossimi mesi debba essere concentrato oltre che sui temi internazionali, di cui ha parlato esclusivamente l’onorevole Simonetti, della Lega, e su cui torno tra un momento, su due aspetti sull’economia: uno, lo ripeto, è quello della gestione a livello europeo del rapporto con la Commissione in materia di aiuti di Stato, con la BCE, e con gli organismi di regolazione che oggi devono tenere conto della situazione di crisi nell’adozione dei loro provvedimenti. Noi dobbiamo stare sulle regole e il «decreto banche», relativo alle famose quattro banche in crisi, era nelle regole, così andava fatto, ma adesso bisogna tutelare gli azionisti che sono stati danneggiati e non perché l’articolo 47 imponesse di compensarli integralmente; questa è una sciocchezza che abbiamo sentito mille volte. L’articolo 47 della Costituzione non obbliga a garantire qualsiasi risparmiatore, ma i principi generali impongono di risarcire chi è stato danneggiato da un comportamento illegale.

C’è la necessità di continuare a lavorare a livello europeo sul piano regolatorio e c’è anche una necessità interna di lavorare per la crescita, perché poi se le nostre aziende non sono competitive, non crescono, non si migliora il mercato, non si riduce la burocrazia e non si migliora la giustizia, le aziende a cui prestare i soldi semplicemente non ci sono. Quindi, il punto fondamentale per aumentare l’erogazione del credito è, da un lato sicuramente quello di intervenire sulla «gamba» della regolamentazione bancaria e del consolidamento del sistema bancario, dall’altro è quello di favorire il miglioramento delle nostre aziende e il loro consolidamento, affinché le banche possano prestare soldi senza che quei soldi e quei crediti si trasformino in sofferenza nel giro di un paio d’anni.

Una chiusura, visto che ne è stato discusso: l’intervento del collega della Lega dimostra il modo assolutamente irrazionale in cui vengono affrontati questi temi dall’opposizione, contestare una gestione europea dei confini, come ha appena fatto il collega della Lega, è semplicemente una follia e si è contraddetto immediatamente, prima dicendo che l’Italia deve protegge i suoi confini da sola, poi dicendo che non bisogna dare soldi alla Turchia e poi chiudendo dicendo che bisogna evitare che vengano invasi i Balcani. Non è chiaro come questo si possa fare se non c’è qualcun altro che gestisce le frontiere verso i Balcani. Questo intervento è significativo perché dimostra quanto poco serie siano queste dichiarazioni.

Scelta Civica non è un partito che è favorevole all’accoglienza a tutti i costi, noi pensiamo che si debba essere severissimi con i clandestini e che si debba gestire la questione dei rimpatri, ma pensiamo anche che interventi come quello che mi ha preceduto dimostrano la totale inconsistenza e faciloneria con cui queste tesi vengano portate avanti, soprattutto dalla Lega Nord. Concludendo, Scelta Civica voterà a favore della fiducia nei confronti del Governo