Pubblicati da Andrea Mazziotti

Sul casino Stato-regioni (per questa volta) non incolpiamo la Costituzione

Sergio Mattarella, nel suo messaggio del 1° maggio, ha invocato “un responsabile clima di leale collaborazione tra le istituzioni e nelle istituzioni”, chiedendo al Governo “indicazioni ragionevoli e chiare”. Direi che mai come in questo caso il Presidente ha parlato a nome di tutti gli italiani. L’ultima settimana, dal punto di vista istituzionale, è stata […]

Nella crisi servono Europeisti obiettivi, non euro-talebani

L’intervento di ieri da 750 miliardi della BCE dimostra due cose: la prima che solo con strumenti europei si può affrontare la crisi. La seconda che, anche in Europa, per far funzionare le cose contano le persone.La BCE è arrivata buona ultima dopo la Bank of England e la FED non per un caso del […]

L’inammissibile “lodo Conte” sulla prescrizione

Il cosiddetto “lodo Conte” sulla prescrizione è una sconfitta per Bonafede, ma resta inaccettabile. Non elimina il rischio del fine processo mai, fa una distinzione tra assolti e condannati che è probabilmente incostituzionale, e invece di prevedere misure per accelerare i processi, considera giusta una durata dell’appello di due anni e mezzo (912 giorni), superiore […]

30 anni dopo, la lezione di Falcone è ancora valida

Era il 5 novembre 1988 quando, commentando l’esito del referendum sulla responsabilità civile dei magistrati, Giovanni Falcone pronunciò a Milano un discorso (qui il testo integrale http://www.antimafiaduemila.com/dossier/giovanni-falcone/72-falcone-siamo-corporativisti-e-poco-professionali.html ) che riassume tutto ciò che la magistratura dovrebbe essere, non era allora, e non è oggi. Quelle parole, sono ancora tutte valide e dovrebbero costituire la base per qualsiasi […]

“Meglio indagati che assolti”: la giustizia secondo Bonafede

A breve, tornerà caldissimo il tema della prescrizione. Senza interventi legislativi, infatti, a gennaio entrerà in vigore la riforma Bonafede, con la quale si prevede la sospensione della prescrizione a partire dalla sentenza di primo grado, anche di assoluzione, fino alla definitiva definizione del processo. In altre parole, nel “sistema Bonafede”, è meglio essere ancora […]

Io sfascio la Costituzione e poi speriamo che me la cavo…

Oggi, salvo sorprese, la Camera approverà definitivamente il “taglio dei parlamentari” imposto da Di Maio, con la collusione di Pd e Renziani, che fino a ieri hanno votato contro, denunciando il gravissimo vulnus di democrazia e le storture derivanti da questa riduzione senza senso. La cosa più sconcertante è che, per giustificare questa piroetta, Zingaretti […]

Un proporzionale è per sempre… no alla 1° Repubblica-bis

Nel clima di revisionismo smemorato che caratterizza il Conte-bis, avanza anche, in nome dell’anti-salvinismo, un tentativo di (contro)riforma elettorale per tornare al sistema proporzionale.  Sono nettamente contrario e spero che lo sarà anche +Europa, andando al di là delle convenienze di partito. Finché il proporzionale lo propone, democristianamente, Franceschini, o il nostro Bruno Tabacci, è comprensibile. Ci […]

Dall’assenza di vincolo di mandato al “faccio come me pare”…

In questi giorni, in +Europa , la risposta a chi si è lamentato del fatto che dei parlamentari abbiamo preso ufficialmente posizione sulla crisi senza tenere conto di quanto deciso dagli organi di partito, è stata del tipo: “eretico! illiberale! autoritario! l’art. 67 della Costituzione esclude il vincolo di mandato!” E chi lo dimentica. Qualsiasi […]

La lezione di Harari: il pericolo dell’irrilevanza degli elettori

Ai politici che stanno decidendo il da farsi sulla crisi consiglio di leggersi “21 lezioni per il XXI Secolo” di Y.N. Harari, che mi sono appena divorato in vacanza. È un’analisi feroce, ma un certo senso piena di speranza, della crisi del sistema liberale. Cito alcuni passaggi dell’introduzione, che mai come oggi sono rilevanti (traduzione […]

Il pensiero liberale non è per forza “a popolarità limitata”: basta tornare (per davvero) a Einaudi

Dagli articoli e postdegli intellettuali liberali di oggi traspare spesso una sorta di ostentato compiacimentonel considerarsi “illuminati”, inflessibli, e soli, di fronte alla moltitudine che non capisce, come se il pensiero liberale fosse, per definizione, a “popolarità limitata”. Questo atteggiamento si trasforma in profezia autoavverante, perché è spesso accompagnato da posizioni massimaliste: lo Stato è sempre cattivo, le tasse […]