Ok della Camera a voto fuori sede per referendum ed europee

Siamo molti soddisfatti per il voto ai fuorisede ai referendum e, grazie a noi, alle europee. L’emendamento è stato votato all’unanimità dalla Camera.

Si tratta di un’innovazione che abbasserà l’astensione perché in ogni elezione c’è una parte di Paese che vorrebbe votare, ma non può. Oggi restituiamo il pieno diritto di esercizio del voto a tutti i cittadini, soprattutto studenti e lavoratori.

Abbiamo scritto una bella pagina di buona politica grazie agli sforzi fatti insieme in Commissione Affari Costituzionali, allo spirito di collaborazione tra maggioranza e opposizione e al lavoro di interlocuzione col governo. Lo dico ai colleghi del M5S: il voto pulito non è una clava da brandire contro gli altri partiti, ma un obiettivo da perseguire tutti insieme attraverso un dialogo aperto.

Ora speriamo in una rapida approvazione al Senato.

COME FUNZIONERA’ IL VOTO LONTANO DAL LUOGO DI RESIDENZA

Basterà una dichiarazione al comune di residenza fino a 30 giorni dalla data del voto.

Il comune ne darà notizia entro il 7° giorno prima delle elezioni al comune in cui sei domiciliato per motivi di lavoro, studio o cure mediche.

Il comune di domicilio, entro 3 giorni dalla domenica elettorale, rilascia all’elettore una attestazione di ammissione al voto con l’indicazione della sezione elettorale presso cui recarsi a votare.

Dovrai solo presentarti al seggio con quest’attestazione, insieme al documento di riconoscimento e alla tessera elettorale.

Art. 6.
(Norme in materia di espressione del voto fuori del comune di residenza in occasione dei referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione e delle elezioni europee).

1. In occasione dei referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione gli elettori che, per motivi di lavoro, studio o cure mediche, si trovano in un comune di una regione diversa da quella del comune nelle cui liste elettorali risultano iscritti, possono dichiarare al comune di iscrizione elettorale, fino a trenta giorni prima della data della consultazione, che intendono esercitare il proprio diritto di voto presso il comune in cui lavorano, studiano o sono in cura. Alla dichiarazione sono allegati, oltre alla copia di un documento di riconoscimento valido, la documentazione del datore di lavoro o istituto scolastico o sanitario, pubblico o privato, attestante la temporaneità del domicilio nonché copia della tessera elettorale personale o dichiarazione del suo smarrimento.

2. Il comune di iscrizione elettorale verifica che nulla osti al godimento dell’elettorato attivo, dandone notizia, entro il settimo giorno antecedente la data della consultazione, al comune in cui l’elettore è domiciliato per motivi di lavoro, studio o cure mediche.

3. Il comune di domicilio, entro il terzo giorno antecedente la data della consultazione, rilascia all’elettore una attestazione di ammissione al voto con l’indicazione della sezione elettorale presso cui recarsi a votare.

4. L’elettore vota presso la sezione assegnatagli previa presentazione, oltre che di un documento di riconoscimento e della tessera elettorale personale, anche dell’attestazione di ammissione al voto di cui al comma 3, che viene trattenuta agli atti dell’ufficio elettorale della sezione. Del nominativo dell’elettore si prende nota nel verbale dell’ufficio medesimo.

5. Le medesime procedure previste dai commi precedenti si applicano alle elezioni europee purché l’elettore dichiari di esercitare il proprio diritto di voto in una regione comunque rientrante tra le regioni della circoscrizione di appartenenza, come indicate dalla tabella A della legge 24 gennaio 1979, n. 18.

6. Dall’attuazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.