Un proporzionale è per sempre… no alla 1° Repubblica-bis

Nel clima di revisionismo smemorato che caratterizza il Conte-bis, avanza anche, in nome dell’anti-salvinismo, un tentativo di (contro)riforma elettorale per tornare al sistema proporzionale

Sono nettamente contrario e spero che lo sarà anche +Europa, andando al di là delle convenienze di partito.

Finché il proporzionale lo propone, democristianamente, Franceschini, o il nostro Bruno Tabacci, è comprensibile. Ci sono nati e cresciuti, e la nostalgia è forte. Molto meno normale è che la riforma trovi il consenso di ex alfieri del maggioritario, come Matteo Renziche, che ancora poco tempo fa invocava un sistema che consentisse di conoscere il vincitore la sera delle elezioni.

Ma siccome oramai la coerenza è un optional, meglio concentrarsi sul merito. E nel merito penso che un ritorno al proporzionale puro sarebbe disastroso

Il proporzionale funziona nei paesi in cui il quadro politico consente di formare maggioranze sufficientemente omogenee, almeno in termini di valori. 

In un sistema come il nostro, in cui due delle tre forze principali sono populiste, il proporzionale costringerebbe i partiti che si riconoscono nella democrazia liberale – siano essi di centrodestra o di centrosinistra, – a dividersi, anziché dialogare e magari allearsi per combattere i populismi. In pratica, il PD sarebbe condannato ad allearsi a vita con il M5S e FI ad allearsi con Salvini. E forse non basterebbe nemmeno: rischieremmo un clima di grande coalizione permanente. Almeno fino a quando le forze liberaldemocratiche, a partire da +Europa, non daranno vita a un soggetto abbastanza forte da rompere gli equilibri.

In Italia, poi, il ritorno al proporzionale è particolarmente pericoloso. Numerosi studi, infatti, dimostrano che nei sistemi proporzionali la spesa pubblica cresce e la crescita rallenta (V. ad. http://ojs.uniurb.it/index.php/studi-A/article/download/1297/1197). La ragione è semplice: la necessità costante di accontentare tutti o quasi tutti.

Non è davvero la cura giusta per un’economia (e una politica) come la nostra. Ed è tanto più pericolosa, perché irreversibile. Una volta adottato il proporzionale, far votare un ritorno al maggioritario è praticamente impossibile.