Tortura, norme servono ma astensione perché testo confuso

Le norme per introdurre il reato di tortura nel nostro ordinamento sono necessarie ma questo testo è scritto male, confuso e per certi veri incomprensibile. Per questo abbiamo deciso di astenerci. Noi, infatti, eravamo e siamo ancora per introdurre questa norma ma siamo per introdurre una norma che funzioni. Il testo, invece, è stato peggiorato drammaticamente al Senato e alla Camera si è scelto di non modificarlo nuovamente.

Al Senato è stato inserito un numero folle di requisiti, incisi, presupposti, precisazioni. Tutto questo renderà difficile e incerta l’applicazione della legge e imporrà al giudice un lavoro improbo.

 

IL VIDEO DEL MIO INTERVENTO ALLA CAMERA

Un tema delicato come quello della tortura non andrebbe mai affrontato con un’impostazione ideologica. Il risultato di questo modo folle di lavorare è stato un testo confuso, un testo che contiene norme di una severità assurda e incostituzionale come la Commissione Affari costituzionali ha sottolineato, venendo però ignorata dal Parlamento. In questa situazione, era necessario un ripensamento, il testo andava rivisto in profondità. Nel penale, infatti, il concetto “il meglio è nemico del bene” non vale, nel penale le norme vanno fatte bene senza alcuna deroga sotto questo aspetto.

La discussione su questo progetto di legge è l’ennesima dimostrazione della situazione assurda del nostro attuale bicameralismo: quasi tutti i gruppi si sono comportati in maniera differente tra Camera e Senato, proponendo cose diverse, dicendo cose diverse, con motivazioni diverse e arrivando, infine, a votare dei testi diversi. I partiti avrebbero, invece, il compito di assicurare un coordinamento tra le due Camere, perché altrimenti il bicameralismo non è perfetto, ma è un bicameralismo autonomo dove ognuna delle Camere fa quello che gli pare

Approvare una legge, che scontenta i giudici, che scontenta le associazioni dei diritti umani e che scontenta le forze dell’ordine – in alcuni casi a torto, in alcuni casi a ragione, perché, ad esempio, non è stato rispettato neanche quello che abbiamo inserito nel parere della I Commissione –è un errore grave. Per questo, per dare dall’altro lato un segno della nostra differenza, rispetto a chi dice che il reato di tortura non serve ed è contro le forze dell’ordine – che è una posizione ridicola – abbiamo scelto la strada dell’astensione.

IL TESTO COMPLETO DELLA MIA DICHIARAZIONE DI VOTO