Spiagge, servono concorrenza e trasparenza. Da Forza Italia proposta di proroga a favore dei nipotini

L’on. Bergamini di Forza Italia ha proposto una proroga delle concessioni balneari di 63 anni! Qui non si vuole tutelare i concessionari, e neppure i loro figli, ma i loro nipotini. Una vera e propria rivoluzione liberale in salsa berlusconiana che ben conosciamo purtroppo: ovvero libertà per le lobby, libertà dalle gare e dalla trasparenza, libertà di pagare canoni ridicoli, libertà di lucrare sui beni pubblici.

Insomma, una posizione ridicola ma che non sorprende visto quel che i liberali veri hanno dovuto tollerare in passato.

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Il testo che riforma le concessioni demaniali deve essere approvato velocemente. È l’occasione per introdurre un po’ di concorrenza e trasparenza nel settore, chiedere canoni decenti ai concessionari che usano suolo pubblico per le loro attività economiche e soprattutto obbligare gli stabilimenti a esporre un cartello con l’importo del canone di concessione che pagano allo Stato.

All’onorevole Bergamini, voglio ricordare che lo Stato incassa 103 milioni da 23mila concessioni (neanche 5000 euro in media). Questa riforma non è solo una risposta a una sentenza europea di un anno fa. È un’operazione di giustizia nei confronti di chi vuole aprire uno stabilimento e non può farlo, è un’operazione di correttezza nei confronti di chi va al mare e paga 20 euro al giorno per un ombrellone a chi invece versa allo Stato 6 euro all’anno a metro quadrato di spiaggia.

Il governo Berlusconi ha fallito sul tema e il governo Gentiloni può finalmente dare un segnale di cambiamento. Anche per questo con alcuni emendamenti ho chiesto che si riducano i tempi di delega e che si proceda con i decreti legislativi entro la fine della legislatura.