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Spiagge, finalmente obbligo di trasparenza su concessioni

La nostra battaglia per la trasparenza delle concessioni degli stabilimenti balneari ha conseguito un primo importante risultato. Grazie a un nostro emendamento, approvato dalle commissioni Finanze e Attività Produttive, sia i comuni che i concessionari dovranno pubblicare online i canoni e l’oggetto delle concessioni.

Oggi non esiste alcuna trasparenza e i dati disponibili sono scarsi e incompleti: si sa solo che che lo Stato incassa appena 103 milioni di euro all’anno da queste concessioni. Una cifra ridicola, se si considerano il giro d’affari del settore e le tariffe esorbitanti applicate da molte strutture.

Vogliamo che ogni cittadino possa sapere con un click quanto paga il suo stabilimento per la concessione sulla spiaggia ed essere messo nelle condizioni di raffrontare questo costo con quello dei servizi ricevuti.

L’iniziativa che abbiamo portato avanti in questi mesi di lavoro parlamentare, resa necessaria anche dalla direttiva europea Bolkestein che prevede la liberalizzazione del settore e da una sentenza della Corte di Giustizia Europea dell’anno scorso che ha dichiarato illegale la proroga attualmente in vigore fino al 2020, nasce dall’esigenza di spezzare rendite di posizione e introdurre maggiore concorrenza in un ambito strategico per l’Italia come quello dell’uso turistico delle spiagge.

La miopia di alcuni settori della politica – c’è perfino qualcuno che ha proposto di prorogare le concessioni fino al 2080 – impedisce di comprendere come una situazione di poca trasparenza e di assoluta mancanza di concorrenza danneggi non solo l’economia nel suo complesso ma soprattutto le famiglie alle quali si negano innovazione e prezzi più bassi.

Cercheremo di migliorare il provvedimento in Aula per ulteriori forme di trasparenza e per responsabilizzare i comuni. E continueremo la nostra battaglia per la concorrenza in un settore in cui troppo spesso le concessioni sono state fraintese per un diritto di usucapione, con la complicità di una classe politica capace solo di proporre proroghe e rinvii. Anche per questo speriamo che la legge sia presto in aula.

Di seguito il testo del mio emendamento così come riformulato dai relatori

Al comma 1, dopo la lettera e-bis) aggiungere la seguente:

e-ter) prevedere l’obbligo per i comuni di rendere pubblici, tramite i propri siti internet, i dati concernenti l’oggetto delle concessioni ed i relativi canoni, nonché l’obbligo per i concessionari di pubblicizzare tali dati sui propri siti internet, stabilendo la relativa disciplina sanzionatoria amministrativa.