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Ordini professionali, con nuovo sistema elettorale più credibilità alla professioni e più rappresentanza ai giovani

È allo studio del Ministero della Giustizia la riforma del sistema elettorale e della composizione degli ordini delle professioni dei dottori agronomi e dottori forestali, degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, degli assistenti sociali, degli attuari, dei biologi, dei chimici, dei geologi e degli ingegneri.

Abbiamo letto da qualche bozza che tra le proposte di riforma ci sarebbero:

  • L’abbassamento del quorum, dal 33 al 25% in prima convocazione e dal 20% a qualunque sia il numero dei votanti in seconda votazione. Elezioni valide se vota un appartenente all’ordine su 4.
  • La possibilità di sommare le schede che riportano i voti espressi in prima votazione alle schede della seconda convocazione (chi le conserva?)
  • Il mantenimento della possibilità che ogni elettore indichi un numero di preferenze pari al numero dei consiglieri da eleggere
  • Una norma non chiara che permette ai consiglieri già in carica, “alla data in vigore del decreto,” per uno o più mandati di assumerne un altro. (proroga?)

Con questa interpellanza abbiamo chiesto chiarimenti.

Noi vogliamo una riforma capace non di conservare il potere di pochi, ma di garantire credibilità alle professioni di molti.

Abbiamo bisogno di ordini professionali rappresentativi, innovativi e partecipati, non di sigle vuote con consenso sociale a zero e potere di rappresentanza a mille.

Ci sono ordini che hanno gli stessi componenti da dieci o quindici anni addirittura, in questo modo è difficile pensare che ci sia un avvicinamento di professionisti che fino ad oggi sono stati fuori dalla vita ordinistica e che scelgano di iniziare a partecipare ora, se non c’è un chiaro segno di discontinuità con un sistema che si è cristallizzato per anni.

Apriamo o imponiamo – che sarebbe ancora meglio – la possibilità del voto online, del voto via PEC:  semplificare, abbattere i costi delle procedure e allargare la partecipazione.

Ecco il video del confronto col governo in Aula alla Camera:

 

 

Molto probabilmente gli attuali consigli nazionali saranno prorogati proprio in attesa di questa riforma.

Noi non saremmo contrari a una proroga se le nuove regole che saranno emanate incoraggeranno la partecipazione degli iscritti agli ordini e la legittimazione e la rappresentatività degli eletti, garantendo la rappresentanza e la tutela delle minoranze e dei giovani.

 

Leggi il testo dell’interpellanza qui