Rendere incostituzionali i vitalizi assurdi

La Lettera su Libero

Scelta Civica è stato il primo partito a sollevare il tema dei vitalizi con una proposta di legge di Enrico Zanetti già a inizio legislatura. E il nostro deputato Mariano Rabino ha rinunciato al suo vitalizio (non me ne risultano altri). Su questo tema, tutti sanno quanto siamo intransigenti. Se gli altri partiti avessero votato alla Camera i nostri emendamenti al ddl Boschi di contenuto analogo al disegno di legge, già per la primavera prossima avremmo potuto avere in Costituzione un principio che rende costituzionalmente illegittimi tutti i vitalizi assurdi.

Caro Franco Bechis, ho letto il pezzo ‘Mezzo Pd e Scelta Civica all’assalto della legge anti-vitalizi” nel quale sostiene che la proposta di legge costituzionale a mia prima firma avrebbe l’obiettivo di fermare il disegno di legge presentato da Matteo Richetti per tagliare i vitalizi di parlamentari e consiglieri regionali. Le rispondo subito per fugare qualsiasi dubbio: 1. Scelta Civica è stato il primo partito a sollevare il tema dei vitalizi con una proposta di legge di Enrico Zanetti già a inizio legislatura. E il nostro deputato Mariano Rabino ha rinunciato al suo vitalizio (non me ne risultano altri). Su questo tema, tutti sanno quanto siamo intransigenti.

2. La proposta di legge costituzionale presentata a mia firma non introduce in Costituzione il diritto al vitalizio. Al contrario, stabilisce che i parlamentari e consiglieri ragionati cessati dallo carica abbiano diritto a un vitalizio o a un trattamento previdenziale «nei casi previsti dalla legge»(e quindi solo se la legge lo prevede).
Precisa poi che il trattamento previdenziale eventualmente riconosciuto deve essere calcolato col metodo contributivo (e quindi in proporzione a contributi versati e durata del mandato). Stabilisce infine che queste regole valgono anche retroattivamente per i vitalizi già attribuiti. L’effetto è quindi di rendere contrari alla Costituzione tutti i vitalizi che non rispettano questi principi, inclusi quelli in vigore (che contributivi non sono mai).

3. La ragione di una proposta di legge costituzionale è che, purtroppo, quella che lei definisce la bufala sul diritti acquisiti è la posizione adottata in molti casi su temi analoghi (vedi pensioni d’oro) dalla Corte Costituzionale. Posizione che, tanto per esser chiari, io come giurista non condivido (l’ho detto in Aula settimana scorsa), ma che rischia di mettere nel nulla i tentativi di Richetti e di tutti coloro, a partire da noi di Scelta Civica, che vogliono arrivare a eliminare questo privilegio con legge ordinaria. Insomma, la nostra proposta di legge, se approvata, garantirà che le leggi di revisione/cancellazione dei vitalizi tengano di fronte alla sicura pioggia di ricorsi degli interessati. Non a caso, i colleghi più conservatori e contrari a toccare vitalizi mi sono sembrati molto più preoccupati dalle nostre proposte che da quelle in forma di legge ordinaria
4. Nel merito, la nostra proposta è del tutto compatibile con quella Richetti che non abolisce qualsiasi trattamento previdenziale per i parlamentari e i consiglieri regionali ma stabilisce – in coerenza col nostro testo – che questi abbiano diritto a un trattamento previdenziale basato sul metodo contributivo vigente per i dipendenti pubblici.
5. Quanto ai tempi, vorrei prima di tutto ricordare che se gli altri partiti avessero votato alla Camera i nostri emendamenti al ddl Boschi di contenuto analogo al disegno di legge, già per la primavera prossima potremmo avere in Costituzione un principio che rende costituzionalmente illegittimi tutti i vitalizi assurdi. Persino Lega e M5S non li hanno votati entrambi, ma solo uno del due. Sempre riguardo ai tempi, la nostra proposta non ritarderà in nessun modo l’approvazione della proposta Richetti o di proposte simili.
Non c’è alcun bisogno di metterle una in fila all’altra, come lei teme, perché seguiranno percorsi separati. Anzi.
Come presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, intendo calendarizzare entrambe le proposte al più presto fin dalla ripresa dei lavori a settembre. E la proposta Richetti non sarà in alcun modo rallentata e andrà ovviamente più velocemente. In conclusione, Scelta Civica non solo non vuole proteggere il privilegio, ma è stata la prima a porre il problema.
 
E ora che ho la responsabilità della Commissione, le garantisco che il percorso parlamentare avrà un’accelerazione. Altro che rallentamento. Ora si farà sul serio.