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Raggi, Fraccaro e la democrazia diretta: da grillini a craxini

Non passa giorno, senza che i grillini, e il loro vero dominus Casaleggio, ci dicano che il Parlamento è destinato a scomparire, sostituito dal volere dei cittadini espresso attraverso referendum.

Peccato che, alla prima prova pratica di democrazia diretta in cui si trovano dalla parte dei contrari – il referendum Ataci grillini si siano trasformati in dei craxini da prima repubblica che cercano in tutti i modi di far saltare il quorum.

Non potendo dire ai romani “andate al mare”, perché non è stagione, stanno facendo di tutto per nascondere la stessa esistenza del referendum. Non ne parlano, limitano gli spazi di comunicazione in modo assurdo, rallentano i fondi destinati alla consultazione e si sottraggono a qualsiasi dibattito pubblico.

Non è finita qui. Il Ministro per i rapporti col parlamento e la democrazia diretta (sic), Riccardo Fraccaro, sta portando avanti una (secondo me pericolosissima) proposta di riforma costituzionale per introdurre il referendum propositivo senza quorum.

Ma anche qui, se la proposta di referendum viene da qualcun altro l’atteggiamento cambia, al punto che la Raggi si appresta, con la benedizione di Fraccaro, a violare platealmente la legge, applicando al referendum Atac un quorum (circa 700.000 elettori), che proprio i grillini hanno abrogato, in omaggio alla  battaglia del loro Ministro per i referendum senza quorum. E la cosa fantastica è che la modifica statutaria che ha eliminato il quorum è stata approvata dall’Assemblea Capitolina lo stesso giorno in cui è stato convocato il referendum Atac: 30 gennaio 2018.

Il problema è che per la giurisprudenza costante di tutti i nostri giudici, dalla Corte Costituzionale in giù, quando una norma riguardante un procedimento viene modificata, la modifica si applica a tutti i procedimenti in corso, inclusi quelli elettorali, e persino costituzionali (il principio si chiama tempus regit actum). L’abrogazione del quorum vale quindi sicuramente anche per il referendum Atac.

Ma questo non conta per Fraccaro, Raggi & Co. Pur di aggirare la democrazia diretta (da qualcuno diverso da Casaleggio), le regole dello stato di diritto sono carta straccia.