Il sistema delle professioni italiano va svecchiato e modernizzato, per dare ai giovani professionisti che si affacciano sul mercato la possibilità di affermarsi, a parità di condizioni rispetto ai loro colleghi più grandi.

Un mercato delle professioni meno sclerotizzato, più competitivo e con minori restrizioni garantisce benefici ai clienti/fruitori del servizio e permette di rimuovere rendite di posizione ingiustificate in un contesto internazionale ormai altamente concorrenziale.

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Le proposte

La legge modifica le norme sull’elezione del Consiglio Nazionale Forense, eliminando il requisito dell’iscrizione all’albo degli avvocati abilitati al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori e lo sostituisce con quello dell’iscrizione all’albo degli avvocati per almeno cinque anni. Un requisito più idoneo per consentire l’accesso al supremo organo di rappresentanza anche ai professionisti più giovani.

Vengono poi introdotte altre norme specifiche sulla pubblicità degli avvocati. In primo luogo, si chiarisce che l’indicazione dei nomi dei clienti è consentita a fini promozionali se questi acconsentono.

La proposta è finalizzata a superare l’attuale atteggiamento degli ordini che inibiscono tale indicazione, in contrasto con i principi comunitari e con la stessa legge forense. Non si comprende infatti per quale motivo tale indicazione sarebbe contraria al decoro della professione.

La stessa motivazione è sottesa all’ulteriore disposizione che, fermi i limiti di contenuto previsti dalla legge, consente senza limitazione agli avvocati l’uso dei social network per motivi promozionali. Anche su questo tema, sono state emanate disposizioni che limitano irragionevolmente l’utilizzo di tali mezzi di comunicazione, con evidente pregiudizio per i professionisti più giovani e dinamici.

La proposta vieta la discriminazione generazionale, prevedendo la nullità di qualsiasi norma sull’elezione degli organi di governo delle professioni che preveda la prevalenza, a parità di voti, del candidato più anziano anagraficamente o professionalmente. Le nostre professioni hanno bisogno di essere modernizzate e ringiovanite e per questo la norma prevede il principio opposto: a parità di voti, va prevista la prevalenza dei candidati più giovani.

Sono inoltre modificate le norme per l’accesso alle cariche elettive, eliminando i requisiti di anzianità per l’elezione al consiglio dell’ordine e riducendo a cinque anni l’anzianità richiesta per l’elezione al Consiglio Nazionale, inclusa la carica di Presidente, per la quale è eliminato ogni altro requisito.

Con riguardo alla professione di dottore commercialista, sono inoltre modificate le norme per l’accesso alle cariche elettive, eliminando i requisiti di anzianità per l’elezione al consiglio dell’ordine e riducendo a cinque anni l’anzianità richiesta per l’elezione al Consiglio Nazionale, inclusa la carica di Presidente, per la quale è eliminato ogni altro requisito.

Le proposte tradotte in legge

 

 

MODIFICHE ALLE NORME SULLA PROFESSIONE FORENSE

 

Articolo 1

 

(Modifiche alla disciplina della professione di Avvocato)

All’articolo 2, comma 6, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, il comma 6 è sostituito dal seguente:

Fuori dei casi in cui ricorrono competenze espressamente individuate relative a specifici settori del diritto e che sono previste dalla legge per gli esercenti altre professioni regolamentate, l’attività professionale di consulenza legale e di assistenza legale stragiudiziale, ove connessa all’attività giurisdizionale, se svolta in modo continuativo, sistematico e organizzato, è di competenza degli avvocati. L’avvocato che svolga la propria attività presso studio di altro avvocato e nell’interesse di questo ha sempre diritto a un compenso commisurato all’entità delle prestazioni svolte e dell’apporto recato a tale studio. L’importo minimo di tale compenso è stabilito con decreto del Ministro della Giustizia, sentito il Consiglio Nazionale Forense. Il rapporto di collaborazione deve essere regolato da contratto fatto per iscritto. Il contratto prevede sempre un congruo preavviso per il recesso unilaterale, salvo il caso di giusta causa. È comunque consentita l’instaurazione di rapporti di lavoro subordinato ovvero la stipulazione di contratti di prestazione di opera continuativa e coordinata, aventi ad oggetto la consulenza e l’assistenza legale stragiudiziale, nell’esclusivo interesse del datore di lavoro o del soggetto in favore del quale l’opera viene prestata. Se il destinatario delle predette attività è costituito in forma di società, tali attività possono essere altresì svolte in favore dell’eventuale società controllante, controllata o collegata, ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile. Se il destinatario è un’associazione o un ente esponenziale nelle diverse articolazioni, purché portatore di un interesse di rilievo sociale e riferibile ad un gruppo non occasionale, tali attività possono essere svolte esclusivamente nell’ambito delle rispettive competenze istituzionali e limitatamente all’interesse dei propri associati ed iscritti.

All’articolo 10, secondo comma, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, è aggiunto in fine il seguente periodo:

“E’ consentita l’indicazione da parte dell’avvocato dei propri clienti, a condizione che questi abbiano dato il proprio consenso. È sempre consentito l’uso della rete internet e dei social network, senza limitazioni, fermo il rispetto dei principi di cui al presente secondo comma e del decoro della professione”.

Articolo 2

 

(Modifiche alla disciplina del Consiglio Nazionale Forense)

All’articolo 38, comma 1, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, il primo periodo è sostituito dal seguente:

“1. Sono eleggibili al CNF gli iscritti all’albo degli avvocati da almeno cinque anni”.

MODIFICHE ALLA PROFESSIONE DI DOTTORE COMMERCIALISTA

Articolo 8

 

(Modifiche alle norme sugli ordini e sul Consiglio Nazionale)

All’articolo 9 del decreto legislativo 28 giugno 2005 n. 139, il comma 5 è sostituito dal seguente:

 “l’elettorato passivo spetta a tutti gli iscritti alla data di convocazione dell’Assemblea elettorale”

All’articolo 9 del decreto legislativo 28 giugno 2005, n. 139, il comma 9 è sostituito dal seguente:

“Tutti i membri del consiglio dell’Ordine, compreso il Presidente, possono essere eletti per un numero di mandati consecutivi non superiore a due”

All’articolo 25, comma 3, del decreto legislativo 28 giugno 2005, n. 139, le parole “dieci anni” sono sostituite dalle parole “cinque anni”.

All’articolo 25, comma 4 del decreto legislativo 28 giugno 2005, n. 139, il secondo periodo è soppresso.

 

DISPOSIZIONI GENERALI E TRANSITORIE

 

Articolo 9

 

(Divieto di discriminazione generazionale)

E’ vietato introdurre nelle norme che disciplinano l’accesso a cariche elettive di un ordine professionale, o dei relativi enti previdenziali, disposizioni che prevedano, nel caso in cui i candidati abbiano ottenuto uguale numero di voti, la prevalenza di un candidato rispetto a un altro per il solo motivo della maggiore anzianità anagrafica o professionale. Ogni disposizione contraria è nulla e sostituita con disposizioni che prevedano la prevalenza del candidato più giovane.