il-frecciarossa-1000

Ferrovie, privatizzazione anche oltre il 40%. Con più concorrenza benefici per i consumatori

A quanti oggi gridano allo scandalo per la privatizzazione di Ferrovie dello Stato voluta dal governo, Scelta Civica ricorda che i costi del servizio di questa compagnia, non sempre soddisfacente per gli utenti, sono tutti scaricati nelle tasche dei cittadini che pagano le tasse.

Per questo, invitiamo il governo a prendere in considerazione una privatizzazione anche più ampia del 40% annunciato. A patto che la rete venga separata dal servizio e che la gestione dell’infrastruttura rimanga sotto un pieno, terzo e imparziale controllo pubblico.

Come è emerso da uno studio dell’Istituto Bruno Leoni, l’attuale sussidio pubblico erogato alle ferrovie è doppio rispetto allo standard medio europeo mentre quello complessivamente corrisposto in venti anni, dal 1992 al 2012, è addirittura triplo.

La privatizzazione metterà fine a questa grave anomalia e porterà benefici non solo alle casse dello Stato, ma soprattutto ai consumatori grazie a una concorrenza maggiore.

***

Qui il testo integrale della mozione presentata da Scelta Civica alla Camera dei Deputati

Mozione concernente l’annunciato processo di privatizzazione di Ferrovie dello Stato italiane S.p.a

La Camera,

premesso che

lunedì 23 novembre scorso il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, un decreto del Presidente del Consiglio, predisposto dal Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, che prevede la cessione di non oltre il 40% di quote della società Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A.;

Ferrovie dello Stato rappresenta una delle più grandi realtà industriali del nostro Paese, con 2.300 stazioni viaggiatori, circa 70mila dipendenti, oltre 8mila treni al giorno, 600 milioni di passeggeri e 50 milioni di tonnellate-merci all’anno su un network di quasi 17000 km, di cui 1.000 dedicati all’Alta Velocità, oltre 11.900 elettrificati , oltre 7.400 a doppio binario;

a Ferrovie dello Stato fanno capo direttamente 11 Società operative, 8 delle quali partecipate al 100%;

la privatizzazione parziale delle Ferrovie dello Stato, prevista nel corso del 2016, compatibilmente con le condizioni del mercato, è un passaggio fondamentale del piano di arretramento della presenza pubblica nell’economia, un piano che nel mese scorso ha portato alla quotazione in Borsa di Poste Italiane e che nella prima metà del 2016 interesserà anche Enav;

la bozza di DPCM prevede che la privatizzazione, effettuabile in più fasi, si concretizzi attraverso un’offerta pubblica di vendita rivolta al pubblico dei risparmiatori in Italia, inclusi i dipendenti del Gruppo Ferrovie dello Stato, e a investitori istituzionali italiani e internazionali, e quotazione sul mercato azionario;

i termini di dettaglio dell’operazione, che secondo stime di alcune testate economiche, potrà far entrare nelle casse dello Stato da 3 a 14 miliardi di euro a seconda del grado e dell’intensità della privatizzazione, sono ancora in corso di definizione;

lo scorso 8 ottobre il Consiglio dei Ministri dei Trasporti dell’Ue ha dato l’ok al pilastro politico del quarto pacchetto ferroviario che prevede un accesso non discriminatorio delle società ferroviarie dell’UE alla rete in tutti i paesi dell’UE ai fini della prestazione di servizi di trasporto nazionale di passeggeri. L’accordo istituisce inoltre salvaguardie per evitare conflitti di interesse e aumentare la trasparenza dei flussi finanziari tra i gestori dell’infrastruttura e gli operatori del trasporto ferroviario;

la rete infrastrutturale ferroviaria, sia convenzionale sia alta velocità, è un monopolio naturale. La sua gestione porta con sé un rilevante patrimonio di informazioni di rilevante interesse pubblico e privato, anche in un’ottica di ottimizzazione e razionalizzazione del trasporto;

in presenza di un monopolio naturale, stante l’impossibilità di sviluppare un mercato concorrenziale, risulta opportuno che, soprattutto nella fase di avvio di un mercato concorrenziale, la gestione dell’infrastruttura resti in mano pubblica, per prevenire situazioni di monopolio e conflitto di interessi nell’accesso all’infrastruttura stessa;

la privatizzazione del gruppo Ferrovie dello Stato, senza preventiva separazione della rete, darebbe vita a un monolitico blocco pubblico-privato, tale da ostacolare la concorrenza e impedire una reale parità di accesso ai servizi di tutti gli operatori del mercato;

al fine di creare le condizioni necessarie per un miglioramento della qualità dei servizi e per la creazione di un vero mercato concorrenziale, è opportuno separare la rete, e la sua gestione, mantenendole sotto il controllo di un soggetto di natura pubblica, e privatizzare invece la parte del gruppo Ferrovie che fornisce servizi di trasporto;

in un tale schema di privatizzazione, sarà possibile valutare anche l’integrale privatizzazione delle società di servizi, anziché del solo 40%, con conseguente aumento dei proventi per lo Stato e completa apertura del mercato;

nell’ambito di tale impostazione dovrà essere considerata prioritaria la privatizzazione dei servizi di trasporto ferroviario di merci, al fine di assicurare la piena apertura e concorrenzialità di tale mercato;

impegna il governo

a procedere al piano di privatizzazione di Ferrovie, con modalità idonee ad assicurare un reale sviluppo della concorrenza nel settore e lo sviluppo e l’ammodernamento dell’infrastruttura, anche sulle tratte secondarie;

a valutare forme di privatizzazione del gruppo Ferrovie dello Stato tali da mantenere la gestione della rete infrastrutturale sotto un pieno, terzo e imparziale controllo pubblico;

a elaborare uno schema di privatizzazione che, anziché coinvolgere l’intero gruppo, preveda la separazione delle infrastrutture e della loro gestione, e l’ingresso dei privati nelle sole società del gruppo che erogano servizi di trasporto, partendo, prioritariamente, dalla privatizzazione dei servizi di cargo ferroviario;

a valutare, in tale contesto, anche la privatizzazione di una quota azionaria superiore al 40%.