ind5

Per superare la sconfitta serve un cantiere di idee

ind4
Il 4 marzo, a perdere non sono stati solo il Pd o +Europa. Le ultime elezioni sono state uno schiaffo alle posizioni liberal-democratiche, socialdemocratiche, aperturiste, se vogliamo al bon ton politico-istituzionale degli ultimi 20 anni. E anche Forza Italia è stata investita dalla stessa ondata di protesta.
La principale causa della sconfitta del centrosinistra, è da ricercare, secondo me, nell’incapacità di trasmettere un messaggio nuovo e forte, diverso dal mero contrasto al “pericolo grillo-leghista”.
M5S e Lega hanno saputo proporre modelli nuovi e diversi della società e dell’economia, a un elettorato disilluso e amareggiato, nel quale disuguaglianze, default bancari, crisi migratoria reale o percepita e scandali hanno scatenato una violenta (e spesso giustificata) avversione nei confronti delle classi dirigenti non solo politiche a tutti i livelli. Sono modelli totalmente illusori, pieni di bufale impossibili da realizzare, pericolosi per il nostro futuro, ma nuovi. In totale discontinuità con la situazione attuale.
Noi, e soprattutto il Partito Democratico, siamo stati  invece percepiti come quelli che vogliono perpetuare uno status quo che ha stancato gli elettori.
Sappiamo tutti che questa percezione non è corretta, che l’Europa unita e federale è tutt’altro che lo status quo, che la riduzione delle tasse è possibile solo con i conti in ordine, che il protezionismo ucciderebbe l’Italia, che i rimpatri di massa di Salvini sono impossibili.
Ma è vero che non siamo riusciti a trasmettere una nostra idea chiara della società che vogliamo.
Come deve essere l’Italia del futuro? Quali misure concrete proponiamo per superare le disuguaglianze? come pensiamo di affrontare i problemi del ceto medio, del mezzogiorno, del Nord produttivo? Come pensiamo vadano gestite le sfide della globalizzazione e della robotizzazione? Su questi temi, gli altri hanno fatto sparate senza senso, ma noi siamo stati troppo timidi e sul piano programmatico avremmo potuto e dovuto fare di più. E siamo risultati quelli a cui in fondo “sta bene così”.
Non so quando si voterà, se tra pochi mesi o tra cinque anni. Ma, indipendentemente dalla prossima scadenza elettorale, credo che per assicurare la sopravvivenza dell’Europa, e di un mondo aperto, libero, democratico, non basti dire “vogliamo gli stati uniti d’Europa” e occorra invece impegnarsi per elaborare risposte concrete alle istanze dei cittadini che hanno portato al voto del 4 marzo. Dobbiamo proporre una nostra idea di come vediamo l’Italia, in Europa, tra 5 o 10 anni. 
È una sfida difficile, sulla quale i movimenti liberaldemocratici e socialdemocratici di tutto il mondo si stanno arrovellando.
Ma se non sapremo vincerla, dovremo rassegnarci alla vittoria dei pifferai magici per parecchio tempo.