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Partiti, finalmente regole chiare e trasparenza sui finanziamenti; ma per la partecipazione serve altro

La legge sui partiti oggi alla Camera non risolve il problema della partecipazione dei cittadini alla vita politica, né potrebbe, perché nessuna legge può farlo. Questa legge, però, permetterà ai cittadini di disporre di regole precise e di informazioni chiare.

La crisi della partecipazione politica è un fenomeno globale, non solo italiano, che nasce da molte cause (disintermediazione prodotta dai media, crisi dell’ideologia, disattenzione verso i problemi reali, eccesso di polemica inconcludente, mancanza di proposte che diano una prospettiva vera ai cittadini, immoralità diffusa).

Deriva, quindi, da comportamenti sbagliati della politica, non dal modo in cui sono strutturati i partiti. Lo dimostra il fatto che nella prima repubblica ci fu grande partecipazione politica, con moltissimi iscritti ai partiti e un’affluenza elettorale molto alta, in assenza di regole sullo statuto, senza primarie, e con un grande peso delle segreterie di partito.

Per riavvicinare i cittadini alla politica serve un nuovo modo di intendere la politica, più vicino ai temi reali, con meno polemiche e più etica politica. Non si può pensare di risolvere il problema imponendo delle regole troppo precise e restrittive ai partiti.

Per questo motivo Scelta Civica è sempre stata contraria ad una regolamentazione severa della vita interna ai partiti, come quella portata avanti con alcune delle proposte di legge presentate. Abbiamo però contribuito in modo molto significativo a rendere il nostro sistema politico più chiaro e trasparente grazie ai nostri emendamenti.

Grazie a noi, è stato finalmente chiarito che se un partito o movimento non dispone di uno statuto o di un diverso accordo associativo che disponga diversamente, si applicano le regole del codice civile relative alle associazioni. Una norma semplice che consente ai cittadini di esercitare in modo più consapevole i propri diritti politici.

Una norma tutt’altro che inutile, visto che alcuni movimenti, ovvio il riferimento al Cinquestelle, prendono le loro decisioni con procedure totalmente opache e poco coerenti col nostro ordinamento, come dimostra la recente riammissione da parte del Tribunale di Roma, degli espulsi dalle primarie di Roma.

Anche sul simbolo, è stato approvato un nostro emendamento che chiarisce la situazione, stabilendo che, se in statuto non c’è una norma espressa che regola di chi è il simbolo, la titolarità è del partito e su qualsiasi decisione riguardante il simbolo a decidere è l’assemblea degli iscritti.

Mai più ci potranno essere partiti e movimenti che tengono nascosto il fatto che il simbolo appartiene al fondatore, o magari a una società del tutto non soggetta in alcun modo al controllo degli iscritti. I partiti che funzionano in questo modo dovranno mettere questo tipo di regole per iscritto e renderle pubbliche.

Sul fronte della trasparenza finanziaria, infine questa legge permette di fare importanti passi avanti, anche se si poteva fare di più. In particolare, sul tema delle fondazioni, è importante ritornare in un prossimo provvedimento. Scelta Civica ci riproverà quando arriverà in discussione la proposta di legge sulle lobby.