Tortura, testo incomprensibile. No a eccessi e a impostazioni ideologiche

Devo dire che l’emendamento Sisto, che in buona parte reintroduce il testo che era stato approvato alla Camera nella lettura precedente, è un’occasione per sottolineare come questa proposta di legge sia stata una vittima della situazione assurda del nostro attuale bicameralismo, nel senso che quasi tutti i gruppi si sono comportati in maniera differente tra Camera e Senato, proponendo cose diverse, dicendo cose diverse, con motivazioni diverse e arrivando a votare dei testi diversi. Ciò è abbastanza interessante e invito tutti a guardarsi i resoconti per vedere quello che è successo. Però, esiste un dato di fatto: noi stiamo parlando di una fattispecie di reato che ci viene richiesta da una Convenzione internazionale. Ci viene richiesta in una forma che non è il massimo, ma è sicuramente abbastanza chiara; il testo della Convenzione di New York è un testo abbastanza comprensibile. Su questo si sono scatenati tutti i colleghi, sia qui, sia al Senato, nell’apportare modifiche e integrazioni, ognuno con un’impostazione ideologica e politica partendo dal presupposto “tutti vogliamo punire la tortura, ma”, e lì si arrivati a un testo, quello del Senato che arriva oggi, che ha dell’assurdo nel suo contenuto.

Io anticipo il fatto che come gruppo ci asterremo su questo provvedimento, ma voglio anche sottolineare che così come è assurdo quello che è stato scritto in questo testo, è assurdo che si sia fatta una guerra al Senato per dire, e parlo ai colleghi del centrodestra, bisogna inserire anche gli altri non solo i pubblici ufficiali, come se inserire i reati di tortura per i soggetti diversi dai pubblici ufficiali, che con la Convenzione di New York non c’entrano niente, fosse una cosa a tutela della polizia. Non è che ai poliziotti cambia molto se viene punito con questo reato un torturatore, ma è stato un altro modo per incasinare le norme, perché si doveva parlare di quello di cui parla la Convenzione. Si doveva evitare l’atteggiamento che c’è stato al Senato che è stato quello di dire “ma siamo più bravi noi, il primo testo funzionava molto meglio, l’hanno corretto, rifacciamolo come prima”. Ora, sarebbe normale che i partiti, richiamando il ruolo dei partiti, mettano insieme le Commissioni, i membri di Commissione, su temi così delicati, fuori dal Parlamento – lo dico chiaramente – per poi adottare posizioni in Parlamento, perché è ridicolo leggere che qualcuno dice che – parlo della maggioranza, ma anche dell’opposizione, perché ci sono stati atteggiamenti analoghi – il testo fatto di là è tutto sbagliato.

Ma una telefonata in fase di Commissione? È un modo di lavorare folle, ma che non giustifica il fatto di approvare una norma solo perché bisogna avere in vigore il reato di tortura. Ecco, io credo che noi abbiamo fatto una discussione identica la scorsa settimana sul tema della concorrenza, che ha un impatto ben minore, e ci si è detto “no, no, tre piccole modifiche e torniamo subito al Senato”. Per una norma penale di questa importanza in cui c’è un appello firmato da Zagrebelsky e da altri a rivedere il testo, ci sono molti che dicono “non si capisce cosa dice”, incluso il sottoscritto e ci tornerò in dichiarazione di voto, in cui ci sono norme invece che sono di una severità assurda e incostituzionale come la nostra Commissione ha sottolineato venendo ignorata dal Parlamento, ecco in questa situazione, io credo che sia fondamentale un ripensamento. Un ripensamento perché non è pensabile che ci siano sanzioni come i trent’anni quando la conseguenza non voluta sia la morte, equiparata al sequestro di persona (sono condotte molto diverse tra loro dove serviva una proporzionalità). Il testo basta leggerlo per capire che è di una confusione totale, perché si ignorano le immunità. Ci sono una serie di ragioni per cui questo testo va rivisto.

Noi voteremo contro gli emendamenti, perché non pensiamo che in questa situazione si possa lavorare a colpi di emendamenti per aggiustare il testo, spetterebbe e spetta ai relatori questo ruolo di rimettere il testo in condizioni decenti e normali. Io credo che nel penale il concetto “il meglio è nemico del bene” non valga, nel penale le norme vanno fatte bene senza alcuna deroga sotto questo aspetto.

Quindi noi ci asterremo, solo per anticipare, e voteremo contro questo e altri emendamenti perché credo che questo emendamento sia un emendamento ping pong in cui la Camera dice al Senato “no, siamo stati più bravi noi”; il Senato ha detto la stessa cosa. Io credo che i partiti, coloro che svolgono un ruolo nei partiti, avrebbero il compito di assicurare un coordinamento tra le due Camere, perché altrimenti il bicameralismo non è perfetto, ma è un bicameralismo autonomo dove ognuna delle Camere fa quello che gli pare.