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Scuola, interventi mirati per facilitare i passaggi ad altri indirizzi di studio – Interrogazione

MAZZIOTTI – Alla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. — Per sapere – premesso che:

alcune famiglie segnalano la difficoltà e la rigidità nei passaggi ad altri indirizzi di studio nella scuola secondaria superiore;

in una lettera del febbraio 2016 inviata dal MIUR alla DG dell’USR per la Lombardia, si precisa come la disposizione citata all’art. 1 comma 7 del dlgs n. 226/2005  concernente i passaggi ad altri indirizzi di studio, esami integrativi e d’idoneità non abbia trovato applicazione, rimanendo solo “enunciazione di un principio generale” priva della “relativa regolamentazione di dettaglio”;

in virtù di questo vuoto normativo, fa notare il Ministero, si deve fare riferimento all’art. 24 dell’O.M. n. 90 del 21 maggio 2001, secondo cui il passaggio ad altri indirizzi di studio è consentito solo previo svolgimento di esami integrativi da effettuarsi prima dell’inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo;

a fronte di questo quadro fornito dal Ministero, si riscontrano nelle scuole incertezze e difficoltà nell’assicurare l’effettiva possibilità dei passaggi ad altri indirizzi di studio. In particolare, si nota una flessibilità discrezionale nei passaggi che avvengono dopo il secondo anno, anche in virtù di quanto enunciato dal DM 323/1999 (art. 5, comma 1);

l’art. 8 dello schema di dlgs sull’istruzione e formazione professionale – lettera d), comma 180, legge 107/2015- regolamenta in maniera puntuale il passaggio tra sistemi formativi;

l’interrogante ritiene necessario un intervento di aggiornamento, chiarimento e semplificazione anche nei passaggi ad altri indirizzi di studio nella scuola secondaria superiore;

tali modifiche permetterebbero una piena inclusione scolastica, consentendo a ogni studente di poter esprimere il proprio talento e contribuendo a lottare contro la dispersione, fenomeno in calo, ma ancora lontano dall’obiettivo europeo del 10% entro il 2020;

questo nuovo contesto normativo si integrerebbe con l’investimento sulle iniziative di orientamento promosso sin dall’inizio di quest’anno scolastico (i circa 40 milioni di fondi Pon e i 2,3 milioni stanziati in estate) per mettere in condizione i nostri ragazzi di compiere scelte informate e consapevoli;

in questo senso, di concerto con famiglie e USR, vanno governate e sistematizzate, anche con processi di rilevazione e consultazione, le diverse attività sviluppate e sperimentate con successo a livello territoriale, con una valutazione sia degli aspetti legati all’adeguamento delle competenze, sia delle motivazioni, delle aspettative e delle attitudini;-

se intenda intervenire per sanare questo vuoto lungo più di quindici anni.