Ordini professionali, la mia interpellanza per rinnovamento e maggiore democrazia

Con quest’interpellanza  ho chiesto al ministro della Giustizia di procedere rapidamente sulla riforma della normativa riguardante il sistema elettorale e la composizione degli organi degli ordini  professionali entro la scadenza della legislatura, chiarendo l’orientamento definitivo sul limite dei mandati.

 

 

IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERPELLANZA

 

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della giustizia – Per sapere – premesso che:

è da circa due anni all’attenzione del Ministero una bozza di riforma del decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 169, che regola il riordino del sistema elettorale e della composizione degli organi degli ordini dei dottori agronomi e dottori forestali, degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, degli assistenti sociali, degli attuari, dei biologi, dei chimici, dei geologi e degli ingegneri;

il processo preparatorio di tale riforma è stato attenzionato dai sottoscritti con le interpellanze urgenti 2-01189 e 2-01772 a cui ha risposto in aula il sottosegretario Ferri rispettivamente il 4 dicembre 2015 e il 28 aprile 2017;

rispondendo all’ultima interpellanza, il rappresentante del governo aveva affermato: “il Ministero è in una fase di avanzata istruttoria, ma siamo in dirittura d’arrivo per dare alla luce queste modifiche”;

nelle more di questa riforma, molto attesa dalle professioni anche perché capace di garantire maggiore democrazia, partecipazione, rappresentatività e rinnovamento, si sono svolte in alcuni ordini le elezioni nei consigli territoriali;

secondo segnalazioni giunte agli interpellanti, sarebbero stati eletti, in palese violazione del DPR 169/2005, alcuni consiglieri giunti al quarto mandato consecutivo. Tali violazioni si sarebbero registrate per gli ordini degli Ingegneri di Livorno, Messina e Isernia, per gli ordini degli Architetti di Benevento e Messina e per l’ordine dei Chimici di Lecce;

l’articolo 2, comma 4 del DPR stabilisce, infatti, che i componenti dei consigli territoriali restino in carica quattro anni a partire dalla data della proclamazione dei risultati e non possano essere eletti per più di due volte consecutive. In occasione del decreto Milleproroghe 2010, si è stabilito che l’articolo 2, comma 4 si applicasse ai componenti degli organi in carica alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, con il limite massimo di durata corrispondente a tre mandati consecutivi;

tale previsione ha consentito la ricandidatura a componenti degli organi che altrimenti non avrebbero potuto farlo dopo aver raggiunto tale limite;

nella risposta all’interpellanza 2-01772, il sottosegretario affermava che “per quanto riguarda il limite dei mandati è tuttora oggetto di riflessione l’opportunità di mantenere o modificare il confine attualmente segnato dal DPR n. 169 del 2005”;

il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, già nel 2011 (circolare 391), riportando il parere del Ministero della giustizia reso in data 26 gennaio, chiariva agli iscritti che il limite “vale sia se la persona è stata eletta dall’inizio, sia se è subentrata in sostituzione di altro soggetto, eletto in precedenza”. Tale soluzione veniva estesa anche al caso del Consigliere dimissionario, per evitare che così facendo venga eluso il divieto di legge;

in risposta a un quesito del Consiglio Nazionale dei Chimici, nel maggio 2017 il Ministero ha risposto con chiarezza che “non si ritiene estensibile l’aumento del limiti dei mandati ai componenti che saranno eletti nel 2017”;

secondo alcune segnalazioni, anche a seguito di alcuni ricorsi il Consiglio Nazionale degli Ingegneri avrebbe convocato i Presidenti degli ordini con consiglieri o presidenti eletti al quarto mandato preannunciando una immediata lettera con la relativa decadenza degli stessi. Non uguale solerzia si è però riscontrata in altri ordini coinvolti;

come si evince dalla relazione 2016 del Ministero sull’amministrazione della giustizia a pagina 17, l’attività del settore Libere Professioni dell’Ufficio II – Ordini Professionali e Pubblici Registri (posto sotto la DG della Giustizia Civile, a sua volta sotto il dipartimento per gli Affari di Giustizia), è volta a “verificare il regolare funzionamento degli Ordini e Collegi nelle loro articolazioni, costituite dai Consigli nazionali e territoriali”. Inoltre “qualora siano rilevate disfunzioni, ovvero in caso di gravi e ripetute violazioni di legge – variamente definite dalle norme anche come violazione dei doveri propri dell’organo – ovvero in caso di impossibilità di funzionare degli organi in questione, compete al Ministero l’esercizio del potere di scioglimento e commissariamento degli Ordini e Collegi locali o nazionali”;

accanto al suddetto settore opera inoltre il settore Consigli Nazionali, volto a “prestare assistenza tecnico-giuridica ai Consigli nazionali delle libere professioni vigilate dal Ministero della giustizia, occupandosi […] dell’iter dei procedimenti disciplinari dei singoli Consigli nazionali nei confronti di loro appartenenti”;

il Ministero è quindi competente a valutare condotte scorrette come quelle illustrate-;

se il ministero abbia riscontrato le violazioni esposte in premessa e se intenda esercitare fino in fondo le funzioni di vigilanza, controllando tutti gli ordini coinvolti in elezioni nell’ultimo anno e sanzionando eventuali violazioni;

se intenda confermare l’interpretazione della norma sul limite dei mandati alla luce della risposta del maggio 2017 già esposta;

se intenda procedere rapidamente sulla riforma del DPR entro la scadenza della legislatura e chiarire l’orientamento definitivo sul limite dei mandati.