Concorrenza, legge rischia di saltare per quattro norme inutili

Dopo un iter di tre anni, il Pd ha scelto di riaprire il provvedimento per approvare quattro modifiche, quattro norme inutili che potevano benissimo essere inserite successivamente in altro modo.

Ma vediamole nel dettaglio queste quattro modifiche che in dirittura d’arrivo rischiano di far saltare tutto.

La prima riguarda gli interventi sul passaggio dalla maggior tutela al mercato libero. Sul tema  si è detto che bisogna tutelare i consumatori, perché c’è il rischio che vadano in salvaguardia con il conseguente rischio che all’esito della liberalizzazione i prezzi possano aumentare.

Benissimo, ma per luglio 2019 ci sarebbero state tante altre occasioni per intervenire in questo senso, ad esempio, nella disciplina che riguarderà la strategia energetica nazionale, nella prossima legge di stabilità e chissà in quanti altri provvedimenti che ci saranno.

Tra l’altro, la modifica non ha eliminato la vera sostanza della questione e cioè che il passaggio al mercato libero sarà regolamentato da un decreto del MISE, che potrebbe benissimo riproporre le aste e tutti questi meccanismi, perché non è che la legge lo vieti.

Oggi, quindi, si sta dicendo che questo intervento è fondamentale, però, poi, si lascia una delega assoluta al Ministero dello sviluppo. Quindi, questo intervento era inutile, si poteva benissimo rinviare, e non lo si è fatto  per ragioni che non sono davvero chiare.

Su questo tema l’onorevole Brunetta ci ha spiegato le ragioni della modifica adottata in Commissione. Con doti divinatorie, ha affermato che l’entrata in vigore nel 2019 – tra due anni – del passaggio al mercato libero “determinerà” un aumento delle bollette.

La realtà è che quello che si è fatto è di modificare una norma, eliminando una clausola che prevedeva che chi non avesse scelto il fornitore sarebbe passato al mercato libero attraverso un sistema di procedure competitive che vuol dire al prezzo più basso. La posizione dell’onorevole Brunetta e del MoVimento 5 Stelle è comprensibile, è meno comprensibile la posizione del Partito Democratico.

Perché è poco ragionevole? Perché non è stata modificata tutta la norma, è stata lasciata l’assoluta discrezione del MISE nello stabilire le procedure, quindi potrà prevedere le aste, potrà prevedere che chi non sceglie il fornitore passa all’asta oppure no.

Un’altra dimostrazione di incoerenza sul tema della concorrenza si è avuta, poi, sul famoso caso Flixbus, un altro caso dove c’è stato un atteggiamento da parte della maggioranza del Partito Democratico in contrasto con quello del Governo, perché è stata fatta una norma contro il parere del Governo. Il Governo è intervenuto su un mio ordine del giorno e di altri colleghi e ha messo una norma per evitare la chiusura di questa azienda che serve 3 milioni di viaggiatori ; in Commissione, con metodologie originali, è stato approvato un altro emendamento, e poi è stato detto che non era possibile fermare la manovrina per una norma del genere.

In quel caso le norme entravano in vigore nel giro di sei mesi, non due anni. Allora, questo atteggiamento stranamente non vale quando si tratta di liberalizzare i mercati, adesso invece il concetto è: fermiamo tutto e poi vediamo.

Un’altra delle modifiche approvate ha riguardato la soppressione delle norme sul telemarketing; ma anche in questo caso si poteva intervenire con un altro provvedimento considerato che c’era già in discussione al Senato in legislativa la legge sulla disciplina del registro degli operatori.

Un’altra modifica ha riguardato la norma sulle società per l’esercizio della professione odontoiatrica, società che esistono già; la legge ha introdotto il requisito del direttore sanitario, che è un requisito in più; ovviamente non ha liberalizzato l’esercizio delle prestazioni sanitarie ed era a tal punto evidente che fosse così, che persino chi si è lamentato del testo della legge lo aveva riconosciuto.

Anche sul tema dei rinnovi automatici di determinate categorie di contratti assicurativi, non c’era la necessità di intervenire con questa legge considerato che in questa legislatura sono stati fatti mille provvedimenti sul tema,e non c’era motivo di fermare tutta la legge per una specifica categoria di contratti.