Chi ci guadagna sul Colosseo?

Il Colosseo rappresenta un bene culturale di valore inestimabile per la città di Roma e l’Italia intera.È, pertanto, essenziale fare chiarezza sulla gestione del servizio di fruizione turistica e conoscere l’effettivo ammontare degli introiti da biglietti del complesso del Colosseo e la ripartizione tra l’amministrazione e la concessionaria. Con un’interrogazione al ministro della Cultura ho chiesto quale sia stato per l’anno 2014 l’ammontare spettante alla Soprintendenza, rispetto al totale degli introiti ottenuti dalla vendita di biglietti.

IL TESTO DELL’ INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo

— Per sapere – premesso che:

il Colosseo rappresenta un bene culturale di valore inestimabile per la città di Roma e l’Italia intera, simbolo di una storia millenaria e fonte di attrazione turistica paragonabile in Italia per numero di visitatori solo ai Musei vaticani e all’estero a musei d’arte come il Metropolitan museum of art di New York e la National gallery di Londra;

secondo la rilevazione della direzione generale bilancio-servizio III-ufficio di statistica del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, nel 2014 i visitatori del circuito archeologico «Colosseo, Foro romano e Palatino» sono stati 6.181.702, con un introito complessivo di euro 41.440.839,00 euro, al lordo dell’aggio spettante al concessionario del servizio di biglietteria;

il costo del biglietto combinato Colosseo, Foro romano e Palatino, valido per un ingresso nei due siti per 2 giorni, è pari a 12 euro se intero e 7,5 euro se ridotto. Questi prezzi non si applicano ad alcune categorie di visitatori, che sono esentati dal pagamento del biglietto, mentre maggiorazioni sono previste in caso di acquisto del biglietto on line o in via telefonica (2 euro quale diritto di prevendita) e in caso di acquisto da parte di gruppi o scuole (costi di prenotazione aggiuntivi che vanno da 28 euro per i gruppi a 15 euro per le scuole);

se si guarda al rapporto tra il totale degli introiti dei biglietti al lordo dell’aggio e il numero dei visitatori, si può riscontrare che l’incasso medio lordo per ciascun biglietto è di 6,7 euro, una cifra inferiore al prezzo del biglietto ridotto di 7,5 euro;

la gestione del servizio biglietteria del circuito archeologico «Colosseo, Foro romano e Palatino» è affidata fin dal 1997 in concessione a un’associazione temporanea di imprese, di cui fa parte CoopCulture, società il cui fatturato risulta in costante crescita;

sempre secondo la rilevazione della direzione generale bilancio-servizio III-ufficio di statistica del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, nel campo dei cosiddetti servizi aggiuntivi forniti da vari soggetti (audioguide, bookshop e vendita di gadget, prenotazioni/prevendite e visite guidate) gli incassi per il 2014 sono stati pari a circa euro 11 milioni, per un totale di circa 3,5 milioni di clienti. Di tale somma, è stata riconosciuta alla soprintendenza una quota pari a 1.327.719,53 euro (12 per cento del totale). CoopCulture, nei rapporti di sostenibilità 2013 e 2014, ha dichiarato di aver generato 1,1 euro di ricavi aggiuntivi nei servizi al pubblico per ogni 0,90 euro incassati in biglietteria;

in particolare, sempre nel 2014 a fronte di un incasso di 3 milioni di euro dal servizio prenotazione/prevendita – iscritto tra i servizi aggiuntivi forniti da soggetti esterni – la quota appannaggio della soprintendenza è stata pari a circa 36.273,19 euro (poco più dell’1 per cento);

la soprintendenza archeologica speciale di Roma per il Colosseo, oltre all’Altare della Patria, è tra i quaranta luoghi della cultura statali nel nostro Paese con concessioni di servizi aggiuntivi in regime di proroga, secondo l’elenco depositato in Commissione cultura, scienza e istruzione della Camera dei deputati dal Governo il 22 gennaio 2015;

l’articolo 2, comma 5, del decreto ministeriale 11 dicembre 1997, n. 507, recante «Norme per l’istituzione del biglietto d’ingresso ai monumenti, musei, gallerie, scavi di antichità, parchi e giardini monumentali dello Stato», stabilisce che «le convenzioni stabiliscono il versamento da parte del concessionario di una parte degli incassi ricavati dalla vendita dei biglietti non inferiore al 70 per cento degli incassi medesimi. Il compenso spettante al concessionario non può essere superiore al 30 per cento degli incassi»;

nell’esame di controllo preventivo di legittimità del decreto direttoriale n. 6 del 5 settembre 2013, con il quale il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici per il Lazio ha approvato la proposta di un aumento del costo dei biglietti di accesso all’area Colosseo, Foro romano e Palatino, avanzata dalla sopraintendenza, la sezione regionale della Corte dei conti del Lazio, con deliberazione 278/2013/PREV, rilevava l’attribuzione all’Amministrazione e alla società affidataria del servizio di percentuali di entrate da prezzo dei biglietti opposte a quelle di legge (all’affidatario sarebbe spettato il 68,9 per cento, in violazione del tetto massimo del 30 per cento fissato dalla norma);

la Corte dei conti rilevava, tra l’altro, che l’Amministrazione, anziché depositare la convenzione di biglietteria, aveva depositato l’atto di concessione in rinnovo dei servizi di assistenza culturale e di ospitalità per il pubblico a favore della Mondadori Electa s.p.a. (alloraElemond s.p.a.) del 3 agosto 2001. Inoltre, veniva sottolineato che alla data del 2001 laMondadori Electa, concessionaria dal 1997, godeva già di un rinnovo di quattro anni della concessione «per i servizi di assistenza culturale e di ospitalità per il pubblico». Si era, dunque, arrivati a una durata di almeno 16 anni continuativi «con una serie continua di rinnovi e proroghe, in evidente violazione (…) dei principi comunitari in materia di libera concorrenza nel settore»;

un’analoga situazione di concessione prolungata con proroghe e rinnovi fin dal 1997 si riscontra nel servizio di biglietteria, gestito da CoopCulture. Dai siti web del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e di CoopCulture, inoltre, non è possibile ottenere copia degli atti concessori e degli atti di rinnovo o proroga, né una sintesi del contenuto;

il capitolo 2584, articolo 01, delle entrate, recante «entrate di pertinenza del Ministero dei beni e delle attività culturali – introiti derivanti dalla vendita di biglietti per l’accesso ai monumenti, musei, gallerie e scavi archeologici dello Stato» presenta, nel rendiconto del bilancio dello Stato relativo all’esercizio finanziario 2014, uno stanziamento di cassa di euro 17.790.000;

dalle informazioni disponibili, non è possibile ricostruire quali siano gli incassi netti ottenuti dalla soprintendenza dalla vendita di biglietti del circuito archeologico «Colosseo, Foro romano e Palatino», che come detto ammontano (al lordo dell’aggio) a oltre 41 milioni di euro;

per porre fine al regime delle proroghe delle concessioni dei servizi aggiuntivi nei luoghi della cultura, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha avviato una collaborazione con Consip su tre fronti. Il primo, il cui bando di gara è stato lanciato a fine luglio 2015, attiene ai «servizi gestionali». Il secondo riguarda il «servizio di biglietteria nazionale». Infine, il terzo assicurerà le gare per i «servizi culturali», come, ad esempio, noleggio audioguide, visite guidate, laboratori e didattica, spazi, eventi e mostre;

anche ai fini delle suddette procedure di gara appare opportuno pubblicare sul sito della soprintendenza competente tutti gli atti che regolano dal 1997 in poi i rapporti esistenti con le società concessionarie dei servizi di biglietteria e dei servizi aggiuntivi. È poi essenziale conoscere l’effettivo ammontare degli introiti da biglietti del complesso del Colosseo e la ripartizione tra l’amministrazione e la concessionaria –:

quale sia stato per l’anno 2014, in termini assoluti e percentuali, l’ammontare spettante alla soprintendenza rispetto al totale degli introiti ottenuti dalla vendita di biglietti del circuito archeologico «Colosseo, Foro romano e Palatino», pari a 41.440.839,00 euro.