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Banche, necessarie commissione d’inchiesta e unione bancaria europea

Presentata una mozione per impegnare la Camera a deliberare l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause, le responsabilità e le conseguenze dell’attuale situazione del sistema bancario e per impegnare il Governo a promuovere in sede europea la realizzazione del terzo pilastro dell’unione bancaria.

Il testo integrale della mozione 

La Camera,

premesso che:

negli ultimi anni, anche a causa del difficile contesto internazionale, il sistema bancario italiano, come quelli di vari altri Paesi, ha dovuto fronteggiare una serie di crisi finanziarie che hanno colpito vari istituti di credito, sollevando discussioni sulla tenuta dei meccanismi di tutela dei risparmiatori e dei sistemi di vigilanza e controllo;

già con il decreto-legge n. 183 del 22 novembre 2015, il governo è intervenuto per una migliore tutela  dei  depositanti  e  degli investitori di alcuni istituti (Cassa di risparmio di Ferrara Spa, Banca delle Marche Spa, Banca popolare dell’Etruria e del Lazio – Società cooperativa e Cassa di risparmio della Provincia di Chieti Spa);

a tale intervento, cui ha fatto seguito il decreto-legge n. 59 del 3 maggio 2016, va aggiunto il recente decreto-legge n. 237 del 23 dicembre 2016;

pur essendo comprensibile che le vicende bancarie di questi mesi siano oggetto di scontro politico, anche in maniera strumentale, e nel ritenere inutile ogni polemica politica sulle colpe del passato, i firmatari di questa mozione ritengono più utile per i risparmiatori, il sistema bancario e il Paese in generale, che tutti i partiti concentrino la loro attenzione sull’individuazione delle cause dei problemi esistenti e sull’adozione delle misure più efficaci per la loro soluzione;

al fine di identificare cause, responsabilità e conseguenze delle crisi bancarie, i firmatari di questa mozione hanno presentato, già nel dicembre 2015, una proposta di legge per l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle funzioni di vigilanza, controllo, prevenzione e sanzione nel sistema creditizio (3485);

nell’ambito dei lavori della Commissione dovrà necessariamente essere assicurata la massima trasparenza sulle circostanze che hanno portato all’intervento dello Stato, anche identificando le situazioni debitorie che hanno determinato o aggravato la crisi. Occorre, tuttavia, evitare l’introduzione di norme generiche che abbiano come unico effetto di creare una sorta di “gogna mediatica” sui debitori per il solo fatto della loro insolvenza e che allontanino l’attenzione dalle responsabilità di chi ha erogato imprudentemente il credito, o ha omesso di vigilare;

ai fini della tutela dei risparmiatori e del sistema bancario sono opportune altresì una serie di ulteriori misure in sede sia nazionale che europea;

in sede europea, è certamente opportuno che il Governo promuova ogni possibile iniziativa per arrivare alla realizzazione del terzo pilastro dell’unione bancaria e in particolare dell’introduzione di un sistema comune di garanzia dei depositi, a rivedere la direttiva 2014/59/UE nonché a promuovere modifiche alla disciplina del bail in ivi prevista e a lavorare per favorire un riesame delle interpretazioni delle norme in materia di aiuti di Stato per modificare gli ambiti di intervento a tutela del sistema bancario e dei risparmiatori;

a livello nazionale, i firmatari della presente ritengono opportuni interventi che mirino a migliorare la trasparenza e la correttezza dei comportamenti, sia attraverso limitazioni alla possibilità per le banche di collocare propri prodotti presso la propria clientela, soprattutto quando hanno l’effetto di caricare su di essa passività dell’istituto, sia attraverso norme che assicurino allo Stato la possibilità di promuovere per conto della società l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori e l’inefficacia di eventuali compensi straordinari e “paracadute” in caso di cessazione dalla carica;

si ritengono, infine, necessarie disposizioni che regolino i compensi degli amministratori di banche destinatarie di interventi dello Stato, prevedendo che la parte variabile di tali compensi sia percentualmente limitata e possa essere liquidata comunque solo dopo che lo Stato abbia recuperato quanto erogato;

Impegna se stessa

1)   e i propri organi, ciascuno per le proprie competenze, a deliberare in ordine all’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause, responsabilità e conseguenze dell’attuale situazione del sistema bancario, anche al fine di valutare l’efficacia della normativa vigente e proporre interventi normativi;

Impegna il Governo

  • a promuovere in sede europea ogni iniziativa volta a realizzare il terzo pilastro dell’unione bancaria e in particolare l’introduzione di un sistema comune di garanzia dei depositi, a rivedere la direttiva 2014/59/UE per apportare opportune modifiche alla disciplina del bail in e a favorire un riesame delle interpretazioni delle norme in materia di aiuti di Stato per modificare gli ambiti di intervento a tutela del sistema bancario e dei risparmiatori;

  • a promuovere, in sede europea e nazionale, l‘introduzione di disposizioni più efficaci per evitare i conflitti di interesse e in particolare di più severe limitazioni alle operazioni aventi ad oggetto il collocamento di prodotti proprietari e alle operazioni che hanno come effetto sostanziale l’addossare sulla clientela le passività degli istituti bancari;

  • a rafforzare i principi di responsabilità e correttezza degli amministratori, prevedendo il potere dello Stato di promuovere autonomamente l’azione di responsabilità per conto dell’istituto del quale è diventato azionista  e l’inefficacia di qualsiasi accordo contrattuale che riconosca ad amministratori dimissionari o revocati in occasione dell’intervento di “paracadute” o altre remunerazioni straordinarie o bonus connessi alla cessazione della loro carica o del rapporto di lavoro;

  • a introdurre norme coerenti con quelle già introdotte negli Stati Uniti che prevedano che i compensi riconosciuti agli amministratori degli istituti bancari che beneficiano del sostegno finanziario dello Stato siano, per una parte significativa, legati ai risultati dell’istituto e che qualsiasi bonus, opzione o altro compenso variabile possa essere liquidato solo dopo che lo Stato abbia recuperato quanto erogato.