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Ordini professionali, Orlando si fermi: no a blitz per le cariche a vita!

Il Ministro Orlando sta facendo circolare per consultazione tra i Consigli nazionali di 13 Ordini professionali lo schema di un DPR per la riforma dei loro organi (leggi la bozza qui).

Questa proposta di fatto raddoppia il limite di tre mandati – già previsto dalla normativa esistente anche se spesso violato – stabilendo che i nuovi limiti si applichino a partire dall’entrata in vigore del decreto stesso.

In pratica, si manda indietro l’orologio, con l’effetto di consentire fino a sei mandati consecutivi di Presidenti e consiglieri che sono già arrivati a tre mandati.

E’ una norma assurda, non a caso sostenuta da molti presidenti uscenti degli ordini, che diversamente non sarebbero più ricandidabili.

Se entrasse in vigore con un blitz di fine legislatura, si potrebbero avere organi che restano in carica 24 anni per gli ordini territoriali e addirittura 30 per quelli nazionali.

In questo modo, si rischia di cristallizzare per altri 12-15 anni proprio le rendite di posizione che le attuali disposizioni -ed anche, sebbene formalmente, il nuovo decreto- dovrebbero combattere, creando invece cariche a vita.

Secondo noi di +Europa, le priorità in campo ordinistico, dovrebbero essere la creazione di meccanismi più democratici e il rinnovamento generazionale, non l’ingessamento trentennale degli organi.

Già nel 2015, con una mia interrogazione, avevo chiesto al Ministro di non portare avanti questo tipo di interventi e l’iter si era arrestato. (tutte le notizie qui)

Mi auguro che si fermi anche questa volta, a tutela soprattutto dei giovani professionisti che in questo modo rischiano di essere di fatto esclusi dall’accesso agli organi degli ordini.

Sarebbe gravissimo, visto che sono coinvolti ben 13 ordini (agronomi e forestali, architetti, assistenti sociali, attuari, biologi, chimici, geologi, ingegneri, tecnologi alimentari, geometri, periti agrari, periti industriali, agrotecnici) – su cinque dei quali è dubbia anche la legittimità dell’intervento -che rappresentano quasi 1.000.000 di professionisti.