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Òrban, Salvini & co: la bestemmia della democrazia “cristiano-illiberale”

I media italiani hanno dato pochissimo spazio al discorso tenuto dal leader ungherese Òrban il 28 luglio scorso a un campo estivo di studenti universitari (qui sotto il link al testo integrale).

Eppure è un testo fondamentale, perché è la summa del sovranismo putiniano.

È la teorizzazione del superamento dello Stato liberale a favore di una democrazia “cristiana”. E mi è sembrato utile tradurre e riportare per intero il passaggio più chiaro del discorso di Òrban:

Dichiariamo con convinzione che la democrazia Cristiana non è liberale. La democrazia liberale è liberale, mentre la democrazia Cristiana è, per definizione, non liberale: è, se volete: illiberale. E possiamo dire questo con riferimento a varie questioni importanti, diciamo tre grandi questioni. La democrazia liberale è a favore del multiculturalismo, mentre la democrazia Cristiana dà la priorità alla cultura Cristiana; questo è un concetto illiberale. La democrazia liberale è pro-immigrazione, mentre quella Cristiana è anti-immigrazione; di nuovo, questo è un concetto autenticamente illiberale. E la democrazia liberale accetta modelli di famiglia adattabili, mentre la democrazia Cristiana si basa sui fondamenti del modello di famiglia Cristiana; ancora una volta, questo è un concetto illiberale.

Questo è il modello di democrazia che vogliono Òrban, Le Pen e i loro amici, a partire dal nostro Salvini. Implica il superamento e il tradimento dei principi della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, e soprattutto della nostra Costituzione: eguaglianza, laicità dello Stato, libertà religiosa, diritto di asilo. In pratica: la demolizione del sistema dei valori occidentali. Un progetto dietro il quale non è difficile vedere l’ombra di Putin, che è il principale sponsor (secondo alcuni anche economico) di questi leader.

La cosa più pericolosa e disgustosa di questo progetto è la strumentalizzazione a fini politici della religione. Non sono certo un esperto studioso delle sacre scritture, ma ne so abbastanza per sapere che carità, amore per il prossimo, libertà e tolleranza, anche religiosa, sono valori fondanti del cristianesimo, come il Papa ricorda continuamente.

Definire “cristiana” una democrazia che discrimina, esclude e magari perseguita i “diversi” in nome di Dio è, letteralmente, una bestemmia.

Per questo credo che oggi sia il mondo liberaldemocratico che quello che si definisce “popolare” debbano fare fronte comune contro chi vuole distruggere in un colpo solo il sistema di valori che dal secondo dopoguerra accomuna le grandi famiglie della politica europea.

Il discorso integrale di Òrban