Lettura per l’estate ai possibilisti su Salvini: la lectio magistralis di Orbán sulla democrazia illiberale

Sabato, nel suo discorso annuale all’Università “Tusványos” ( https://dailynewshungary.com/orban-the-point-of-illiberal-politics-was-christian-freedom/ ), il leader ungherese ha tenuto una vera e propria lezione sulla democrazia illiberale ungherese, che per Salvini rappresenta un modello. È una lettura che raccomando ai tanti in Forza Italia che ancora sognano il vecchio centrodestra (quello della “rivoluzione liberale”) e a coloro (persino alcuni renziani) che in privato mi dicono che “con la Lega si può ragionare”.

Partiamo dalla visione dell’Europa:

  • la Commissione Europea dovrebbe essere un mero guardiamo dei Trattati, senza alcuna funzione politica (insomma proprio il burocrate contro cui tuonano i sovranisti a ogni pie’ sospinto);
  • l’Europa non deve occuparsi di migrazione, devono farlo gli Stati (a parte che è già così, che ne è dell’Europa che non fa abbastanza?); 
  • in economia vanno fermate le politiche socialiste degli ultimi cinque anni (quali?), occorre sostenere solo la competitività – rigettando qualsiasi sussidio di disoccupazione europeo – anche perché le economie occidentali non crescono abbastanza (parlerà mica dell’Italia?).

E Tajani & co. aspirano a fare gli azionisti di minoranza di chi la pensa così… 

Se poi si passa all’idea di società e alla visione sullo stato di diritto, Orbán ci dice :

  • “sì alla democrazia, no al liberalismo”. La performance individuale va riconosciuta solo in quanto serve anche al bene della comunità: “la cura di sé, l’autosufficienza, il lavoro, il pagamento delle tasse, la creazione di una famiglia e persino la procreazione non sono fatti privati, ma un riflesso del fare parte di una nazione”;
  • non è vero che tutte le democrazie devono essere liberali; la democrazia liberale ha avuto un effetto positivo sull’umanità solo finché è servita a preservare la libertà personale e la proprietà privata, ma è radicalmente cambiata quando ha messo in dubbio il gender, svalutato l’identità religiosa e ritenuto superflua l’appartenenza nazionale; 
  • bisogna combattere il concetto liberale di libertà, secondo il quale sei libero solo se liberato da tutto ciò che implica appartenenza: I confini, il passato, la lingua, la religione e la tradizione. Le libertà non devono interferire con i principi della democrazia illiberale cristiana.

Tradotto: lo Stato detta la conformazione che preferisce della società e le libertà dei cittadini sono riconosciute, non in quanto tali (come fa la nostra Costituzione) solo se indirizzate a perseguire i fini e gli ideali che lo Stato ha scelto. Siccome lo Stato (il Governo) è scelto dalla maggioranza, il risultato finale è che la minoranza vede riconosciuti i propri diritti di libertà solo se li esercita nella direzione scelta dalla maggioranza. Órban la chiama democrazia illiberale. Ma non è difficile capire che questa, semplicemente, non è democrazia, ma dittatura della maggioranza, che rende impossibile la sopravvivenza (politica e non) di chi dissente. Quanto al libera chiesa in libero Stato, non ne parliamo proprio…

E c’è qualcuno, nel modo liberale, che pensa che si possano fare accordi con Salvini?