Legge europea, grazie a Ue progressi in tanti settori. Partiti partecipino di più a formazione atti europei

La legge europea è sicuramente un provvedimento positivo e importante per migliorare la qualità della nostra legislazione. Spesso accade di sentire grandissime polemiche sugli interventi europei, sulla disciplina europea, sul fatto che l’Europa ci impone cose strane, norme assurde: la verità è che quasi sempre i principi che noi o riflettiamo direttamente in disciplina nazionale o recepiamo successivamente correggendo e rimediando alle procedure di infrazione sono interventi corretti. Dall’ambiente allo sviluppo tecnologico, dai diritti alla tutela della concorrenza il testo sancisce una serie di principi che vanno nella direzione giusta.

IL VIDEO DEL MIO INTERVENTO

In materia di ambiente, significativo è l’intervento che consente di rendere più coordinato, più efficiente e più omogeneo il sistema di monitoraggio dell’inquinamento delle acque che è un problema importante sul quale regioni e bacini di ambito andavano per i fatti propri, mentre è evidente che, se una politica delle acque, che per definizione scorrono lungo un Paese, non viene fatta, coordinando i controlli, non serve a niente e non funziona.

Altri interventi importanti riguardano il roaming e Internet aperto. Anche in settori come la concorrenza, la libertà di stabilimento, in generale il recupero di competitività, la sollecitazione europea è foriera di innovazione e miglioramenti, anche se ciò non significa ovviamente che non vi siano difetti nella normativa europea in alcuni settori.

Sulla politica di bilancio, spesso si sentono accuse contro l’Europa che conta i decimali o che controlla quanto spendiamo, ma la verità è che in passato la spesa non è stata tagliata e se c’è stato un minimo di intervento sulla spesa pubblica che ha riportato i conti di questo Paese in avanzo primario e i conti più o meno sotto controllo è stato proprio per effetto delle politiche europee.

Il vero problema è che i nostri partiti non partecipano alla formazione degli atti europei; non si occupano dei provvedimenti europei in fase ascendente; in Commissione quando si parla di atti europei, di bozze di regolamenti e di direttive tendenzialmente la presenza è scarsa per usare un eufemismo.

In Europa, invece, si deve stare in maniera sempre più attenta e attiva, partecipando sempre di più, magari cominciando proprio dai parlamentari che dovrebbero evitare di lamentarsi dopo perché,  in generale, è innegabile che dalla partecipazione  all’Unione europea e dall’attuazione delle direttive comunitarie e dei principi comunitari  il nostro Paese abbia ottenuto progressi significativi.