VOTO

Legge elettorale, su voto ai cittadini fuorisede la battaglia continua

Quella sull’early vote, che consentirebbe ai non residenti di votare dove si trovano, è una battaglia importante e se la richiesta di fiducia sulla legge elettorale rende impossibile integrare il testo con un emendamento questo non significa che non si possa intervenire successivamente ragionando su un ordine del giorno o sul prossimo passaggio al Senato.

Intanto, l’appello al governo per “liberare il diritto di voto degli studenti e dei lavoratori fuorisede, costretti oggi a tornare nel comune di residenza per poter votare”, sottoscritto da quindici associazioni e realtà giovanili e pro innovazione è stato inviato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e ai Presidenti delle Camere, Laura Boldrini e Piero Grasso ed è diventato anche una petizione sulla piattaforma Change.

IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA-APPELLO

I giovani studenti e lavoratori danno carta bianca al governo sulla soluzione da trovare al Senato, ma chiedono ai partiti in Parlamento di votare a favore dell’ordine del giorno che presenterò in Aula alla Camera.

L’obiettivo è  mettere finalmente l’Italia al passo con altri Paesi europei evitando di spendere soldi senza garantire il diritto di voto a tutti i cittadini. Tra il 2004 e il 2009 sono stati spesi, infatti, 30 milioni solo in rimborsi. Con l’early vote, invece, si riducono i costi e si ampliano i diritti di voto e di partecipazione alla vita democratica.

L’early vote assicura, infatti, risparmi. Secondo gli ultimi dati pubblicamente disponibili, dal 2004 al 2009 sono stati spesi circa 30 milioni di soldi pubblici per i rimborsi alle agevolazioni ferroviarie o marittime.  Molti di più rispetto a quelli previsti per la stampa della scheda e l’invio al seggio.

Questa la stima del governo nel 2011 sul voto dei cittadini temporaneamente all’estero: 700mila euro. Il risparmio è evidente.

 

Le associazioni e realtà che sostengono l’appello sono: il Comitato Io Voto Fuori Sede, il Forum Nazionale Giovani, il sito Skuola.net, le associazioni Rena, Erasmus Student Network, il Comitato Generale degli Italiani all’Estero, il Comitato Ventotene, l’Adi (Associazione dei dottorandi e dottori di ricerca), le associazioni studentesche Link Coordinamento Nazionale Universitario e Udu – Unione degli Studenti Universitari, i Giovani Democratici, Forza Europa, il think tank Tortuga, la rivista Strade, l’Associazione Nazionale Famiglie Emigrati e l’Unione Nazionale delle Associazioni degli Immigrati e degli Emigrati.

Andrea Core, presidente dell’Assemblea del Forum Nazionale dei Giovani, dichiara: “Garantire il voto ai fuorisede sarebbe un utile segnale di attenzione verso le esigenze dei giovani, la categoria che negli ultimi tempi si è più allontanata dalla politica.”

Per Federica Bandera di Rena, “è giusto, da cittadini, che per esercitare il nostro diritto di voto le Istituzioni rimuovano gli ostacoli materiali. È una battaglia per la partecipazione ed il senso civico.”

Elisa Marchetti dell’Unione degli Universitari chiede alla politica politica “di dare finalmente una risposta all’altezza di un’esigenza diffusa, dopo anni di richieste rimaste inascoltate”, mentre Federica Ciarlariello di Link ammette: “Spesso si ricorre all’escamotage dei rappresentanti di lista per aggirare questo ostacolo, ma è una situazione insostenibile.”

 

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