Legge elettorale, positiva quota maggioritaria nel nuovo testo base

Un sistema misto, con collegi uninominali (36%) e proporzionale con liste corte bloccate (64%). E’ quanto prevede il nuovo testo base della legge elettorale depositato oggi in Commissione dal relatore Emanuele Fiano (Pd).

LA MIA INTERVISTA A RADIO RADICALE

L’introduzione di una quota maggioritaria rispetto al proporzionale puro del precedente testo è sicuramente una buona notizia. In questo modo nella prossima legislatura se dovesse essere necessario ritornare sul tema della governabilità, si partirà da una impostazione già definita.

Prevista anche la possibilità di coalizioni. I partiti possono presentarsi da soli o in coalizione. La coalizione è unica a livello nazionale e i partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali.

 

Non è ammesso, invece, il voto disgiunto. Ogni elettore dispone di un unico voto: l’elettore vota il contrassegno della lista e il voto viene attribuito anche al candidato. La nuova scheda elettorale sarà unica e conterrà i nomi dei singoli candidati associati ai partiti che li sostengono, con accanto i nomi del listino della circoscrizione relativa. Per i seggi da assegnare nel proporzionale, il riparto avviene a livello nazionale.

Quanto alle soglie di sbarramento, sono fissate al 3% per le liste singole e al 10% per le coalizioni. Sul fronte pluricandidature, il testo base prevede la possibilità di candidarsi al massimo in tre listini proporzionali diversi. Prevista anche la possibilità che un candidato di un collegio sia presente in tre diverse liste proporzionali.

Presenti anche norme per il rispetto della parità di genere. In ogni coalizione nessuno dei due generi può superare la quota del 60% nei collegi uninominali a livello nazionale. La stessa quota è prevista per i partiti per ciò che riguarda i nomi dei listini proporzionali.

Quanto alla tempistica, il voto in commissione Affari costituzionali del testo base è previsto per martedì prossimo, mentre il giorno dopo, mercoledì 27 settembre alle 17, è fissato il termine per la presentazione degli emendamenti.

Sul prosieguo dell’iter, appare difficile, visti i tempi ristretti, arrivare in Aula entro la fine del mese. Possibile uno slittamento al 4 ottobre, così come chiesto da diversi gruppi, tra cui Pd, Forza Italia e Ap. La decisione, adesso, spetta alla conferenza dei capigruppo.