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Legge elettorale, l’early vote per studenti e lavoratori libera diritti e costa meno

La legge elettorale è l’occasione per innovare le procedure di voto. Con l’Italicum abbiamo dato la possibilità di votare all’estero ai cittadini temporaneamente fuori dai nostri confini, come gli studenti Erasmus.

Ora facciamolo anche per chi studia o lavora a Milano, Bologna o Roma e risiede in un’altra regione. L’early vote in prefettura garantisce segretezza e certezza, libera il diritto di voto e combatte l’astensione. Una scelta di  innovazione democratica.

Spero che tutti coloro che hanno sottoscritto le varie proposte in materia, soprattutto nel Pd, sostengano l’emendamento.

L’early vote assicura poi risparmi. Secondo gli ultimi dati pubblicamente disponibili, dal 2004 al 2009 sono stati spesi circa 30 milioni di soldi pubblici per i rimborsi alle agevolazioni ferroviarie o marittime.  Molti di più rispetto a quelli previsti per la stampa della scheda e l’invio al seggio.

Agevolazioni Viaggi

In Germania più del 25% degli elettori ha votato via posta e non si capisce perché in Italia dobbiamo costringere milioni di elettori a tornare a casa per votare.

Questa la stima del governo nel 2011 sul voto dei cittadini temporaneamente all’estero: 700mila euro. Il risparmio è evidente.

Stima Voto Referendum dei Temporaneamente all'Estero

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ARTICOLO 3

Aggiungere, in fine, i seguenti commi:

8. Al fine di garantire l’effettivo esercizio del diritto di voto e la più alta partecipazione alla vita democratica del Paese, il Governo, su proposta del Ministro dell’interno, è delegato ad adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo recante disposizioni per consentire l’esercizio del diritto di voto in luoghi diversi da quello di residenza, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

   a) prevedere, per i cittadini che per motivi di studio, salute o lavoro si trovino in un comune non appartenente alla propria regione di residenza, la facoltà di esercitare su richiesta il diritto di voto in una sezione elettorale diversa da quella nella quale si è iscritti nel proprio comune di residenza con una procedura capace di assicurare la segretezza del voto;

   b) prevedere l’applicazione della procedura di cui alla lettera a) alle elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati, del Senato della Repubblica, alle elezioni europee e ai referendum;

   c) nel caso di elezioni politiche ed europee, individuare il luogo dell’esercizio del diritto di voto di questa categoria di cittadini in una sede idonea nell’ambito della provincia all’interno della quale si trova il cittadino per motivi di studio, salute o lavoro;

   d) nel caso di elezioni politiche ed europee, definire termini temporali per l’esercizio del diritto di voto anticipati rispetto alla consultazione elettorale di modo che le schede elettorali di questa categoria di cittadini possano essere depositate presso la rispettiva sezione elettorale del comune di residenza entro un’ora dall’insediamento dei seggi;

   e) nel caso di referendum, prevedere che l’esercizio del diritto di voto avvenga nelle date fissate per la consultazione referendaria direttamente presso apposite sezioni elettorali nell’ambito del territorio della provincia in cui il cittadino che ne ha fatto richiesta lavora, studia o è in cura.

9. Lo schema del decreto legislativo di cui al comma 8 è trasmesso alle Camere entro il trentesimo giorno antecedente il termine per l’esercizio della delega, perché su di esso siano espressi, entro venticinque giorni dalla data di trasmissione, i pareri delle rispettive Commissioni parlamentari competenti per materia. Decorso il termine previsto per l’espressione dei pareri, il decreto può essere comunque adottato.

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