Giovani e lavoro, importanti parole del presidente di Confindustria. La politica non sia miope

Da alcuni giorni, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, mette meritoriamente al centro del dibattito pubblico la questione intergenerazionale, così come ho cercato di fare  con la proposta di legge  sottoscritta da circa 50 parlamentari di maggioranza e opposizione per introdurre nell’art. 38 della Costituzione il principio di equità generazionale delle pensioni.

Ne parlano in pochi, forse nemmeno i giovani stessi. In quest’emergenza silenziosa, la politica, come ha detto uno dei costituzionalisti auditi alla Camera, si dimostra malata di miopia temporale: vede solo vicino e non sa o non vuole guardare lontano.

 

 

 

Le parole del presidente Boccia sono tanto più importanti perché si avverte forte il bisogno di interventi autorevoli da parte della società civile. E devono essere i giovani stessi a organizzarsi per parlarne e proporre soluzioni. Temo che più si avvicineranno le elezioni meno si parlerà di loro, perchè i giovani sono un soggetto elettorale poco interessante. Occorre invece riflettere sia sul lavoro che non c’è, sia sulla pensione che non ci sarà.