Unione Europea, no a doppi binari: uguale attenzione su democrazia e diritti come su economia e mercato

Questa settimana la Commissione Affari Costituzionali ha approvato un documento su una risoluzione del Parlamento Europeo per me di particolare importanza.

Il Parlamento Europeo, infatti, lo scorso ottobre ha chiesto alla Commissione di introdurre meccanismi che siano efficaci per far rispettare la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali.

Ne abbiamo parlato qualche settimana fa (leggi qui) quando ho illustrato la risoluzione del PE, torno a parlarne oggi dopo che la Commissione ha dato l’ok all’unanimità  al documento (fa ben sperare…).

Tutti, maggioranza e opposizione, siamo d’accordo che non ci possa essere una Unione Europea a due facce: timida sui diritti e sulle violazioni della democrazia, dura sullo sforamento dei decimali e dei vincoli economici.

L’ Unione europea è molto forte, anche severa quando negozia con Paesi che ad esempio hanno accordi commerciali o che vogliono entrare nell’Unione europea. E qui può esercitare un potere discrezionale, di veto, con cui può non stringere accordi con chi non rispetta diritti umani.

All’interno dell’ Unione il problema è che le autorità europee si fermano alle materie oggetto del Trattato e tra queste materie, i diritti fondamentali non rientrano.

Il paradosso è che le autorità comunitarie sono molto più forti verso l’esterno di quanto non lo siano verso l’interno dell’Unione (pensiamo ai casi di Ungheria e Polonia…).

Su questo bisogna intervenire e abbiamo espresso valutazioni chiare nel documento integrale che puoi leggere qui

La conversazione con Radio Radicale