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Elezioni, raccolta firme tema di democrazia. Governo intervenga con un decreto legge

La legge elettorale approvata dal Parlamento chiede circa 50mila firme per la presentazione delle candidature mentre i tempi sono ristretti e incerti: una folle barriera d’ingresso.

Perché in Italia serve questo sistema? È un’assurdità unica al mondo. Negli altri Paesi europei non esistono misure del genere. In Germania bastano 200 firme (non autenticate) per collegio, ovvero una firma ogni 1031 elettori mentre in Italia il rapporto tra firme e elettori è di 1 a 988, in Gran Bretagna, per la Camera dei Comuni, bastano le firme di 10 elettori, in Francia è sufficiente una semplice dichiarazione di candidatura, mentre in Spagna serve un numero di firme pari allo 0,1% degli elettori ma sono riconosciute quelle digitali.

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Per questo durante il sit-in davanti Palazzo Chigi, promosso da +Europa, insieme al segretario dei Radicali Italiani Riccardo Magi, al sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, e a Emma Bonino abbiamo chiesto di varare un decreto legge sulla raccolta delle firme in vista delle elezioni politiche del 2018.

Si tratta di una fondamentale questione di democrazia e di diritto. Intervenire sulle firme e’ necessario e urgente affinché venga garantito un rispetto decoroso del libero esercizio elettorale dei cittadini.

 

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