E sulla gara per il Colosseo si ricomincia da capo…un po’ di concorrenza please…

Qualcuno ricorderà che all’inizio del 2016 avevo sollevato, con un’interrogazione, lo scandalo del Colosseo, gestito in proroga dal 2011 senza alcun contratto regolare e senza gare (qui l’approfondimento).
Il Ministro Franceschini venne allora in Parlamento ad annunciare la lodevole intenzione di fare finalmente delle gare, tramite Consip, per affidare servizi di biglietteria, di vigilanza e i cosiddetti “servizi aggiuntivi” (accoglienza, guide, prodotti editoriali, caffetteria, ecc).
Nell’imminenza dell’indizione delle gare, presentai una mozione parlamentare, chiedendo tra l’altro al Governo di impegnarsi a fare “gare distinte per i diversi servizi aggiuntivi, in modo da assicurare quanto più possibile la specializzazione, la qualità e l’economicità del soggetto privato prescelto per ciascun servizio” e ad assicurare la “limitazione dell’accorpamento dei diversi servizi, e, in particolare, dei servizi di biglietteria ai servizi aggiuntivi, ai soli casi in cui ciò fosse necessario per la sostenibilità economica dell’appalto”.
Accorpare tutti i servizi significava quindi favorire chi già erogava tutti i servizi (senza contratto) ed escludere dalla gara i nuovi concorrenti specializzati solo in alcuni servizi. Separando le gare, invece, si ottengono qualità migliore e maggiore concorrenza.

L’affidamento congiunto era peraltro di dubbia legittimità.
Il Governo diede, però, parere contrario sulle mie proposte.
La ragione fu chiara quando, a inizio 2017, Consip inserì nel bando per l’affidamento dei servizi di “biglietteria e vigilanza”, del valore di ben 45 milioni di euro, anche i servizi di fornitura, noleggio e gestione di radioguide, audioguide/videoguide, il servizio di informazioni comprendente il servizio editoriale/comunicazione, nonché il servizio di gestione delle visite guidate. Proprio l’accorpamento che avevo cercato di evitare con la mozione bocciata dal Ministero.
Il risultato? Il bando è stato impugnato e due giorni fa il Consiglio di Stato ha annullato tutto, dichiarando “illegittimo il bando di gara … nei limiti in cui dispone una gara d’appalto non circoscritta al solo servizio di biglietteria…, bensì esteso anche ai servizi di “fornitura, noleggio e gestione di radioguide, audioguide/videoguide” e di “di guida e assistenza didattica” (qui il link alla sentenza del Consiglio di Stato ).
E adesso, per affidare i servizi, toccherà ricominciare da capo.
Un’inutile perdita di tempo, a danno dei cittadini e dell’erario, che si poteva evitare accogliendo la mia mozione e adottando un approccio più liberale e concorrenziale.
E speriamo che adesso si cambi strada.