Concorrenza, legge riaperta per quattro norme inutili. Colpa di eventuale fallimento sarà del Pd

Nelle aule del nostro Parlamento purtroppo si parla troppo poco di concorrenza e quando lo si fa la logica concorrenziale cede spesso il passo a malcelati intenti anti-concorrenziali che mirano solo a rafforzare la posizione di chi sta già dentro i mercati e non a rendere questi ultimi più aperti e competitivi con l’ingresso di ulteriori competitor, magari più dinamici e innovativi.

Questa legge, quindi, ha almeno avuto il merito di porre al centro del dibattito parlamentare il tema della concorrenza e di questo va dato atto al Governo Renzi. Tuttavia alcune scelte incomprensibili, compiute soprattutto dal Pd, hanno allontanato sempre più l’obiettivo di dare al Paese uno strumento efficace per favorire la crescita e combattere le rendite di posizione delle solite lobby.

 

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La nostra speranza era di evitare questo secondo passaggio alla Camera perché dopo 3 anni avremmo preferito chiudere immediatamente approvando il testo licenziato dal Senato. E, invece, siamo di nuovo qui alla Camera a riaprire il testo con il conseguente rinvio ulteriore dell’approvazione definitiva. Abbiamo chiesto in tutti i modi al governo di porre la fiducia che è stata messa su altri provvedimenti che non rientravano direttamente nel programma del Governo. In questo caso è stata, invece, fatta una scelta diversa: si è deciso di  riaprire il provvedimento per quattro norme, per quattro questioni che potevano benissimo essere risolte in altra sede. In questo modo il Partito democratico si è assunto una responsabilità molto grave: se il provvedimento dovesse fallire e non arrivare in porto la colpa ricadrebbe in toto proprio sul Pd.

Questo provvedimento è diventato come una nave che dopo aver fatto tre anni di viaggio viene fatta fermare di fronte al porto perché si scopre  che ci sono quattro passeggeri senza biglietto e viene fatta tornare indietro perché non si può consentire a questi quattro intrusi di infilarsi e di scendere. 

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Esaminando rapidamente le modifiche approvate, la prima riguarda gli interventi sul passaggio dalla maggior tutela al mercato libero. Si è detto che bisogna tutelare i consumatori, perché c’è il rischio che vadano in salvaguardia e i prezzi possano aumentare. Ma c’era tutto il tempo di intervenire da qui al luglio 2019. Anche perché si lascia una delega assoluta al Ministero dello sviluppo che avrà discrezionalità nel decidere se si faranno le aste oppure no. Quindi, questo intervento era inutile, si poteva benissimo rinviare, e non lo si è fatto  per ragioni che non sono davvero chiare.

Si è deciso di sopprimere le norme sul telemarketing; ma anche in questo caso si poteva intervenire con un altro provvedimento considerato che c’era già in discussione al Senato in legislativa la legge sulla disciplina del registro degli operatori.

Un’altra modifica ha riguardato la norma sulle società per l’esercizio della professione odontoiatrica, società che esistono già; la legge ha introdotto il requisito del direttore sanitario, che è un requisito in più; ovviamente non ha liberalizzato l’esercizio delle prestazioni sanitarie ed era a tal punto evidente che fosse così, che persino chi si è lamentato del testo della legge lo aveva riconosciuto.

Anche sul tema dei rinnovi automatici di determinate categorie di contratti assicurativi, non c’era la necessità di intervenire con questa legge considerato che in questa legislatura sono stati fatti mille provvedimenti sul tema,e non c’era motivo di fermare tutta la legge per una specifica categoria di contratti.

Una vicenda che ha assunto i caratteri del ridicolo è poi quella riguardante la cosiddetta norma anti-Flixbus, con il Pd che è riuscito a smentire, oltreché il Governo, perfino se stesso.

Si è scelto, quindi, per quattro norme inutili di bloccare tutto, di fermare il provvedimento, assumendo un rischio inaccettabile.

Un rischio inaccettabile anche perché il Governo Renzi, il Partito Democratico e il Governo Gentiloni hanno scelto di essere Governi delle riforme, e noi abbiamo sostenuto il Governo Renzi e sosteniamo il Governo Gentiloni sulle riforme, perché pensiamo che questo Paese ne abbia una enorme necessità.

Scontiamo, infatti, un ritardo terribile, che va a danno dell’innovazione e della possibilità di avere risorse da destinare al welfare, perché la crescita porta maggiori risorse che possono essere utilizzate per i più deboli. La nostra crescita è, secondo tutti gli studi, arginata e bloccata da un mercato ingessato, che avrebbe bisogno di profonde riforme.

Noi pensiamo che questo percorso riformatore debba andare avanti, perché se c’è una cosa di cui l’Italia ha bisogno sono nuove energie nell’economia, con giovani che decidano di intraprendere in settori importanti che purtroppo, però, oggi sono bloccati.

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