Diciamo basta al malcostume di chi beneficia del lavoro svolto da giovani laureati, tirocinanti e praticanti senza riconoscere loro alcun compenso.

Lo studio, il merito, l’impegno vanno valorizzati anche attraverso un adeguato riconoscimento economico. E’ ora di regolamentare per legge questa situazione.

compenso minimo

Stop al fenomeno, unico dell’Italia, di praticanti e giovani professionisti che svolgono attività di collaborazione gratuita a tempo pieno presso avvocati, notai e commercialisti titolari di studio.

Questa situazione svilisce la laurea e il titolo e favorisce chi approfitta di una condizione di necessità e dipendenza dei professionisti, soprattutto più giovani.

Proponiamo inoltre che i rapporti di collaborazione vengano sanciti da un contratto scritto che preveda un termine minimo di preavviso in caso di recesso.

Le proposte tradotte in legge

Articolo 3

(Modifiche alla disciplina del tirocinio)

All’articolo 41, comma 1, della legge 31 dicembre 2012 n. 247, il terzo e il quarto periodo sono sostituiti dal seguente:

“Ad eccezione che negli enti pubblici e presso l’Avvocatura dello Stato, decorso il primo semestre, è riconosciuto con apposito contratto scritto al praticante avvocato un compenso per l’attività svolta per conto dello studio, equo, ragionevole e commisurato all’effettivo apporto professionale dato nell’esercizio delle prestazioni. L’ammontare minimo del compenso è stabilito con decreto del Ministro della Giustizia, sentito il Consiglio Nazionale Forense. Gli enti pubblici e l’Avvocatura dello Stato riconoscono al praticante avvocato un rimborso per l’attività svolta, ove previsto dai rispettivi ordinamenti, non inferiore al compenso minimo stabilito dal Ministro della Giustizia e comunque nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente.”

All’articolo 41, comma 13, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, le lettera b) è sostituita dalla presente:

“i contenuti minimi del contratto di praticantato di cui al comma 11, le ipotesi che giustificano l’interruzione del tirocinio, tenuto conto di situazioni riferibili all’età, alla salute, alla maternità e paternità del praticante avvocato, e le relative procedure di accertamento, le tutele accordate al praticante in caso di maternità e paternità, e il preavviso minimo per l’interruzione del rapporto”.

MODIFICHE ALLA PROFESSIONE DI DOTTORE COMMERCIALISTA

 

Articolo 6

 

(Modifiche all’esercizio della professione)

All’articolo 2 del decreto legislativo 28 giugno 2005, n. 139 è aggiunto il seguente quarto comma:

“4. Il dottore commercialista o l’esperto contabile che svolga la propria attività presso studio di altro professionista e nell’interesse di questo ha sempre diritto a un compenso commisurato all’entità delle prestazioni svolte e dell’apporto recato a tale studio. L’importo minimo di tale compenso è stabilito con decreto del Ministro della Giustizia, sentito il Consiglio Nazionale. Il rapporto di collaborazione deve essere regolato da contratto fatto per iscritto. Il contratto prevede sempre un congruo preavviso per il recesso unilaterale, salvo il caso di giusta causa”.

Articolo 7

 

(Modifiche alle norme sul tirocinio)

L’articolo 42, comma 1, del decreto legislativo 28 giugno 2005, n. 139 è sostituito dal seguente:

“Decorsi sei mesi dall’inizio del tirocinio, è riconosciuto al praticante dottore commercialista o esperto contabile con apposito contratto scritto un compenso per l’attività svolta per conto dello studio, equo, ragionevole e commisurato all’effettivo apporto professionale dato nell’esercizio delle prestazioni. L’ammontare minimo del compenso è stabilito con decreto del Ministro della Giustizia, sentito il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.”

All’art 42 Decreto Legislativo n. 139 del 28 giugno 2005 viene aggiunto il seguente comma 5:

L’interruzione del tirocinio per oltre sei mesi, senza giustificato motivo, comporta l’inefficacia, ai fini dell’accesso, di quello preventivamente svolto. Quando ricorre un giustificato motivo, l’interruzione del tirocinio può avere una durata massima di nove mesi, fermo l’effettivo completamento dell’intero periodo previsto.

All’articolo 46, comma 3, del decreto Legislativo 28 giugno 2005, n. 139:

è da integrare al comma 3 al fine di precisare chi è esonerato dal sostenimento della prima prova scritta per l’accesso alla professione di Dottore Commercialista.